Di Luca Franceschi
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Francesco Ciancitto, deputato di Fratelli d’Italia e vicepresidente della commissione Covid, ha espresso forti critiche nei confronti delle modalità con cui è stata gestita la pandemia sul territorio italiano. Secondo il parlamentare, risulterebbe “clinicamente assurdo” suggerire ai pazienti affetti da Covid di seguire un approccio basato esclusivamente su “Tachipirina e vigile attesa” nel momento in cui gli stessi pazienti non dispongono degli strumenti necessari per monitorare autonomamente il decorso della propria malattia.
La posizione di Ciancitto si fonda su una perizia tecnica presentata alla commissione di inchiesta dalla dott.ssa Simona Amato, consulente designata all’unanimità dall’Ufficio di presidenza. Dall’analisi condotta emerge che la vigile attesa, così come era stata prescritta dalle circolari ministeriali del 2020 e del 2021 e articolata attorno al controllo personale della saturazione d’ossigeno, si sia rivelata lacunosa sotto il profilo sanitario. Ma non solo: la stessa si è dimostrata anche concretamente insufficiente.
Nel corso delle audizioni svoltesi in commissione, numerosi testimoni hanno confermato che durante i primi mesi dell’emergenza pandemica si registrava una diffusione molto limitata di saturimetri tra la popolazione. A ciò si aggiungeva una medicina territoriale gravemente sottodimensionata rispetto alle necessità reali dell’emergenza sanitaria che si stava affrontando.
Proprio il concorso di queste criticità ha determinato, come sottolineato nella perizia stessa, “uno stress nella popolazione” e “un probabile danno” ai pazienti. Ciancitto ha definito questa situazione “una vergogna assoluta” e ha sottolineato che rimane “doveroso che i responsabili ne rispondano” delle conseguenze derivanti da queste scelte e da queste carenze organizzative e strutturali.
