Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha ospitato oggi alla Camera una conferenza stampa dedicata al drammatico caso di Francesca Rizzello, donna sopravvissuta a un’aggressione brutale da parte del fratello affetto da gravi disturbi psichiatrici, che le ha inferto diciannove coltellate.
L’onorevole ha sottolineato come Francesca Rizzello si presenti oggi non soltanto nelle veste di vittima, ma con la determinazione di trasformare la propria terribile esperienza in un’opportunità concreta di cambiamento per numerose altre persone e nuclei familiari che vivono situazioni analoghe.
Quando si affronta il tema della salute mentale, ha evidenziato Ascari, si parla della vita quotidiana di famiglie reali, di case in cui si chiede aiuto con insistenza ma troppo frequentemente non si ottiene alcuna risposta adeguata. L’affetto e l’amore non bastano per assistere un familiare affetto da patologie psichiatriche, e nessuno può né deve affrontare da solo un peso così gravoso.
In queste stesse ore è giunta la tragica notizia della morte di Monica Esposito, la donna rimasta vittima dell’attentato avvenuto il sedici maggio a Modena. Alla sua famiglia la deputata ha espresso la propria vicinanza più sentita.
Quella strage, così come la vicenda di Francesca Rizzello e il caso di Alice Scagni, rappresentano drammatici promemoria di come la salute mentale possa stravolgere il destino non solo di un singolo individuo, ma di un’intera famiglia e persino di una comunità. Quando i percorsi di cura vengono interrotti e manca un monitoraggio effettivo, il pericolo non ricade esclusivamente su chi è affetto dalla malattia, ma coinvolge l’intera collettività.
Non è più sostenibile un sistema che interviene solamente dopo che si sono verificate tragedie, quando ormai ci sono vittime da piangere e quando ogni azione risulta tardiva. Per questa ragione Ascari ha dichiarato di accogliere e sottoscrivere le proposte avanzate da Francesca Rizzello.
Quanto accaduto a Francesca deve rappresentare il punto di partenza per un autentico cambiamento di rotta, affinché lo Stato possa dimostrarsi maggiormente presente e vicino alle persone e alle famiglie che affrontano quotidianamente le difficoltà legate ai disturbi della salute mentale.
