Di Luca Franceschi
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Il decreto “Risorsa Mare” ha ottenuto il via libera dalla Camera, segnando un momento decisivo per il Paese. Con questa approvazione, il mare cessa di essere considerato una questione meramente settoriale e diventa invece un elemento strategico della identità nazionale e delle prospettive di sviluppo futuro. L’Italia, per sua natura geografica e storica, è una Nazione costruita sul mare, eppure questa consapevolezza non aveva finora generato una strategia coerente e organica. Oggi questo approccio cambia radicalmente, portando chiarezza nelle competenze precedentemente frammentate e disegnando una visione più organizzata e praticabile.
Questo cambiamento di prospettiva si traduce concretamente in un’attenzione rafforzata verso la sicurezza, la protezione dell’ambiente marino e la capacità di valorizzare pienamente il potenziale economico e occupazionale generato dalle risorse marittime. La blue economy non rappresenta uno slogan vuoto di significato, ma una realtà tangibile animata da imprese, lavoratori, comunità costiere e isole che quotidianamente alimentano un settore cruciale dell’economia nazionale. Questo comparto genera un valore superiore ai 200 miliardi di euro, rappresentando oltre l’11% del PIL nazionale, con tassi di crescita che superano quelli registrati nel resto dell’economia.
Il provvedimento introduce la zona contigua per potenziare il controllo statale sulle acque territoriali, incorpora iniziative dedicate alla sicurezza e alla difesa ambientale, contrasta le attività illegittime e sostiene comparti strategici quali la pesca e il turismo subacqueo. Il testo riconosce inoltre l’importanza dei territori insulari, che sebbene spesso affrontino condizioni di maggiore complessità, costituiscono un presidio territoriale di grande valore per il Paese.
L’intervento si distingue per il suo carattere operativo e pragmatico, privilegiando misure concrete rispetto a enunciati teorici. Da membro della Commissione Trasporti, questo provvedimento si rivela un contributo rilevante per la definizione di una politica integrata dei trasporti e delle infrastrutture che abbracci anche la dimensione marittima. Il Governo Meloni e in particolare il Ministro Musumeci meritano riconoscimento per aver collocato la risorsa mare al centro dell’agenda politica nazionale. Si tratta di una scelta che incide sul presente dell’Italia, ma che guarda soprattutto alle possibilità e alle sfide del suo futuro.
