L’Istat amplia con questo Focus l’informazione statistica disponibile secondo classificazioni territoriali di tipo funzionale. Gli Agglomerati morfologici urbani (Amu), così come previsto dalle direttive UNECE/Eurostat, sono definiti come aggregazioni di località abitate contigue (centri e nuclei abitati) nell’ambito delle quali la popolazione residente supera le 2mila unità e vive in costruzioni e manufatti umani che non distano più di 200 metri tra loro.
La classificazione del territorio nazionale per Amu consente quindi di esaminare sia la struttura geografica delle conurbazioni urbane fino al livello sub-comunale, sia la loro evoluzione nel tempo. In un contesto di declino demografico generale, emergono differenze significative tra le aree del Paese: alcuni agglomerati mantengono un ruolo attrattivo e dinamico, mentre altri mostrano segnali di declino. Gli Agglomerati morfologici urbani costituiscono quindi una classificazione territoriale di tipo funzionale molto rilevante per comprendere come si distribuiscono gli insediamenti urbani e per individuare quali aree mantengano capacità attrattiva e quali, invece, perdano popolazione.
La metodologia utilizzata da Istat per la costruzione degli Amu, le modalità di diffusione e accesso ai dati e le definizioni sono descritte nella Nota metodologica e nel Glossario.
Sintesi dei principali risultati
- Nel 2021 sono stati individuati 2.623 Agglomerati morfologici urbani; erano 2.740 nel 2011 e 2.707 nel 2001. La diminuzione del numero di Amu nel periodo esaminato (2001-2021) è dovuta principalmente all’espansione di singole aree urbane che si sono fuse in agglomerati più estesi.
- L’estensione complessiva degli Amu (poco più di 15mila km2 nel 2021 pari al 5 % del territorio nazionale) cresce del 5,5% tra il 2001 e il 2011 e del 3,7% tra il 2011 e il 2021. Nei 20 anni osservati la crescita complessiva è stata del 9,4%.
- La superficie media degli Amu aumenta (da 5,1 km² nel 2001 a 5,8 km² nel 2021) e cresce anche il numero delle località che le compongono (da 12.803 a 14.993 nello stesso intervallo temporale). Questa dinamica deriva sia dall’aumento del perimetro delle località consolidate, sia dalla nascita di nuove località che contribuiscono a collegare insediamenti urbani in precedenza territorialmente separati.
- Nel 2001 la popolazione residente nelle Amu ammontava a 46,5 milioni di abitanti (81,7% della popolazione nazionale); cresce in livello e incidenza a 48,9 milioni di abitanti (82,4%) nel 2011 e a 49,1 milioni di abitanti (83,2%) nel 2021.
- Suddividendo gli Amu per ampiezza demografica della popolazione residente si rileva che nella classe dimensionale più elevata (oltre 100mila abitanti) risiede oltre la metà della popolazione italiana. Questa classe risulta sempre in rilevante crescita: la popolazione è aumentata da circa 23 milioni del 2001 ai 26 milioni di abitanti del 2021 a fronte di una dinamica della popolazione nazionale sostanzialmente stazionaria nel periodo 2001-2021 (-0,7%), confermando che la crescita demografica è stata più intensa in corrispondenza delle località dove la concentrazione della popolazione è più rilevante.
- Al 2021, Milano risulta l’agglomerato urbano più grande sia per estensione territoriale (1.217 km2, pari all’8,0% della superficie complessiva degli Amu), sia in termini demografici (circa 5 milioni di individui).
- L’agglomerato urbano di Napoli è il terzo (dopo Padova) per estensione (630,3 km2) e il secondo per dimensione demografica (circa 3,6 milioni d’individui). L’Amu di Roma, quarto per superficie (539,1 km2) ha una popolazione complessiva di 2,7 milioni d’individui.
- Gli Amu di Padova e Bergamo presentano la più ampia crescita di superficie territoriale nell’ultimo decennio inter-censuario: tra il 2011 e il 2021, la loro estensione è aumentata, rispettivamente, da 458,3 a 632,4 km2 (+38%) e da 212,1 a 252,7 km2 (+19,1%).
