Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, critica duramente la gestione del caso Vannacci da parte della Premier Giorgia Meloni, accusandola di incoerenza e strumentalizzazione politica. Secondo l’esponente della sinistra, la condanna del video considerato offensivo risulterebbe insufficiente e dettata dal timore di irritare il generale.
Nella sua dichiarazione, Bonelli sottolinea come Meloni abbia scelto di attribuire la responsabilità del video ignobile a un partito di opposizione, evitando di indicare direttamente Vannacci quale autore. Questa scelta rappresenterebbe, a parere del deputato, un chiaro segnale di debolezza e di volontà di non compromettere i rapporti con il generale.
Il politico di Europa Verde denuncia inoltre una contraddizione palese nel comportamento della Premier, che per mesi ha delegittimato la magistratura e oggi, senza alcun pudore, attacca l’opposizione accusandola di non rispettare le forze dell’ordine. Bonelli definisce questo atteggiamento come “falsità e ipocrisia allo stato puro”.
Secondo Bonelli, la Presidente del Consiglio trasforma sistematicamente ogni fatto di cronaca in un’occasione per attaccare le forze politiche avverse, sfruttando il proprio controllo mediatico per distogliere l’attenzione dai veri problemi del Paese. Tra questi egli cita il caro energia, gli stipendi insufficienti, la crisi climatica e le questioni di sicurezza pubblica.
L’analisi politica di Bonelli si spinge oltre, sostenendo che Meloni stia preparando un’intesa vera e propria con Vannacci, volta a costruire un’alleanza che potrebbe marginalizzare gli altri alleati di governo come la Lega e Forza Italia. Una mossa che configgerebbe una strategia politica a lungo termine rivolta al 2027.
Infine, il deputato sottolinea il contrasto tra la condanna verbale e i fatti concreti. Proprio mentre Meloni dichiara grave il video, nella stessa fase emergerebbero trattative su questioni cruciali come la legge elettorale, le preferenze e possibili alleanze future. Questa circostanza rappresenterebbe, per Bonelli, la prova evidente che le parole di biasimo non producono alcuna conseguenza reale nei rapporti tra la Premier e Vannacci.
