Di Luca Franceschi
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La deputata del Movimento 5 Stelle Stefania Ascari ha presentato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per ottenere chiarimenti in merito all’ispezione condotta presso il Liceo Francesco Vivona di Roma. Secondo la parlamentare, si tratterebbe dell’ennesimo caso che fa sorgere dubbi circa un possibile utilizzo strumentale degli ispettori ministeriali per fini di natura politica.
La vicenda riguarda un docente che avrebbe invitato i propri studenti a riflettere sulla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza. Questa attività didattica avrebbe fatto scattare verifiche ispettive che hanno coinvolto non solo l’insegnante in questione, ma anche studenti e personale scolastico. Per Ascari, siamo di fronte a una situazione profondamente preoccupante.
La deputata pentastellata sottolinea con forza che la scuola non può essere paragonata a una caserma e non deve diventare un luogo in cui il pensiero critico viene sottoposto a controllo. Risulta inaccettabile che un educatore che promuove il confronto, la pace e i diritti umani possa subire forme di intimidazione semplicemente per aver esercitato la libertà di insegnamento, principio costituzionalmente garantito.
Il caso del Liceo Vivona di Roma non rappresenta un episodio isolato. Dopo Firenze, Roma e numerosi altri istituti in Emilia Romagna, emerge un quadro sempre più nitido e allarmante. Si starebbe diffondendo un clima di timore che induce docenti e dirigenti scolastici a praticare l’autocensura per evitare conseguenze.
Ascari chiede quindi al ministro Valditara di chiarire immediatamente quale sia la sua visione della scuola: se intenda farne un presidio di democrazia oppure uno spazio in cui vengono colpite le idee non gradite all’attuale Governo. La parlamentare conclude rivendicando la necessità di difendere sempre la libertà di insegnamento e l’autonomia della scuola pubblica da qualsiasi tentativo di censura e intimidazione.
