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FDI – FRATELLI D’ITALIA * CAMERA: «NAPOLI. SCHIFONE (FDI): IN COMUNI VESUVIANI CONNIVENZA TRA PEZZI PD E AMBIENTI LEGATI A CLAN, SCHLEIN ROMPA IL SILENZIO»

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19.05 - sabato 18 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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Tre comuni della provincia vesuviana – Torre Annunziata, Castellammare di Stabia ed Ercolano – distanti tra loro soltanto pochi chilometri, rappresentano un caso che non può passare inosservato. Insieme contano una popolazione che supera i 150mila abitanti e, nel corso delle ultime sei settimane, hanno visto concentrarsi una serie di vicende amministrative accomunate da un unico fattore: il governo del Partito Democratico all’interno di amministrazioni di centrosinistra.

A Torre Annunziata e Castellammare di Stabia lo Stato ha proceduto allo scioglimento delle amministrazioni locali a causa di infiltrazioni di tipo camorristico. Nel caso di Ercolano, secondo quanto riportato da diversi organi di informazione, il segretario cittadino del Pd avrebbe partecipato alla celebrazione della vittoria elettorale in un video insieme a un individuo con un passato giudiziario: un uomo descritto come pregiudicato, in precedenza latitante e condannato in definitiva per reati collegati al narcotraffico, nonché legato ai vertici di una delle più importanti famiglie della criminalità organizzata vesuviana.

Questi episodi non rappresentano circostanze isolate, ma sembrano indicare l’esistenza di un metodo consolidato e di un vero e proprio sistema. Su questi avvenimenti grava l’ombra di una connivenza che appare sistematica e reiterata tra componenti dell’organizzazione locale del Partito Democratico e ambienti riconducibili ai clan mafiosi operanti nel territorio.

In queste città, dove le amministrazioni di centrosinistra a guida Pd hanno ottenuto percentuali estremamente elevate anche nelle competizioni elettorali amministrative più recenti, emerge il sospetto di una gestione amministrativa di natura clientelare, chiusa nei confronti della società civile e dei cittadini campani che operano nella legalità, ma al contrario facilmente penetrabile dalla presenza delle organizzazioni criminali. Il paradosso risiede nel fatto che gli stessi rappresentanti del Pd che avevano rivendicato quei risultati come una vittoria decisiva sono stati obbligati a commissariare il proprio circolo nelle ore immediatamente successive alla diffusione del video online. Si tratta di una contraddizione che parla da sola e che coinvolge anche quella parte della stampa che, sempre attenta a criticare il partito della presidente Meloni e l’intero centrodestra, aveva celebrato quell’esito elettorale come un risultato trionfale, restando invece completamente assente di fronte alla necessità di spiegare come possa conciliarsi un successo così netto alle urne con un partito costretto a commissariarsi in seguito a uno scandalo di questa portata.

Coloro che hanno utilizzato quei numeri come prova di un capolavoro amministrativo dovrebbero oggi rivedere completamente le proprie affermazioni pubbliche. La richiesta rivolta al segretario nazionale del Partito Democratico è di affrontare in modo diretto il silenzio che circonda la vicenda, dato che questa questione non rimane solamente di rilevanza locale, ma rappresenta una questione di valenza nazionale.

La coalizione di centrosinistra ha inteso lanciare il suo progetto proprio a Napoli, scegliendo la città come palcoscenico per il debutto pubblico, un evento che si è concluso però con un risultato deludente, caratterizzato da una scarsa affluenza di pubblico. La scelta era volta a mettere in evidenza il cosiddetto “modello Campania”, considerato esemplare perché nella regione il centrosinistra controlla la giunta regionale, l’amministrazione del comune capoluogo e la maggioranza dei comuni della provincia. Alla luce delle informazioni che emergono, questo modello appare più come un sistema da sottoporre a una completa revisione che non come un paradigma da esibire al resto del paese, considerata la gravità della questione morale che si delinea. È pertanto necessario che vengano fatti chiarimenti completi su quanto accaduto.

Nel frattempo, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni prosegue nella sua azione di contrasto nei confronti della camorra, sia in Campania che in ogni altra regione italiana. L’impegno rimane focalizzato nel sostenere i cittadini di questi territori, che manifestano ormai uno stancarsi di una situazione che sembra non progredire verso la soluzione dei problemi strutturali che li affliggono.

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