Di Luca Franceschi
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Mentre l’Aula della Camera dei Deputati approva con decisione la nuova legge elettorale, confermando la coesione e la solidità della maggioranza di centrodestra, dalla Sardegna emerge uno spettacolo desolante. È quanto sottolinea il deputato sardo di Fratelli d’Italia Salvatore Deidda, che rivolge un appello ai leader nazionali delle opposizioni, invitandoli a commentare i dati ufficiali pubblicati dal Consiglio regionale sardo. Questi numeri rappresentano una diagnosi impietosa che certifica la paralisi istituzionale della Regione, amministrata per la prima volta da una Presidente del Movimento 5 Stelle e sostenuta dalla coalizione definita “Campo largo”.
Le statistiche ufficiali aggiornate al 30 giugno raccontano una storia di totale inazione da parte della maggioranza regionale. Nel corso del 2026, l’Aula ha operato per sole 73 ore e 25 minuti, distribuiti su appena 29 riunioni. Un dato allarmante che esprime chiaramente l’inadeguatezza della gestione amministrativa. Nel dettaglio, il lavoro dell’Aula si è concentrato principalmente nei primi mesi dell’anno, registrando poi un crollo verticale: solo 3 riunioni a febbraio, 2 a marzo e il completo arresto a giugno, con l’Aula che rimane senza convocazioni dal 26 maggio. Questo vuoto si estende anche ai primi giorni di luglio.
Deidda contrappone il bilancio fallimentare della Sardegna all’operato del Governo nazionale di centrodestra, che procede con riforme concrete e risposte concrete ai problemi del Paese. Il modello rappresentato dalla coalizione di sinistra sarda si rivela, secondo il parlamentare, come un’alleanza unita unicamente dai vantaggi delle cariche pubbliche, completamente incapace di produrre un’azione amministrativa effettiva a beneficio dei cittadini sardi. Il deputato invita infine i leader del Movimento 5 Stelle e del Partito Democratico ad avere il coraggio di affrontare questi numeri e di chiedere scusa alla Sardegna per il fallimento amministrativo in atto.
