(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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MONDIALI: IACOMINI (UNICEF), ‘TUTTI PARLANO DELLA FOTO MESSI-YAMAL MA NESSUNO NEI COMMENTI POST-PARTITA HA SPIEGATO LA VERA STORIA’
ROMA, 16 LUGLIO 2026 – “Domenica sera gli occhi di tutto il mondo saranno puntati sulla finale dei Mondiali di calcio tra Argentina e Spagna. Eppure, ieri, nei commenti post-partita che hanno celebrato questo storico traguardo, tutti hanno mostrato la foto virale di Messi e Yamal, ma nessuno ha spiegato davvero cosa c’è dietro. Avete tutti tralasciato la storia vera, che per noi dell’UNICEF parte da lontano, per l’esattezza da un bagnetto in una bacinella di plastica nel 2007”. Lo dichiara Andrea Iacomini, Portavoce dell’UNICEF Italia.
“Tutti vedono lo scatto per il calendario benefico del Barcellona per l’UNICEF, in cui un giovanissimo Lionel Messi fa il bagno a un neonato di soli cinque mesi che oggi sappiamo essere Lamine Yamal”, prosegue il Portavoce dell’UNICEF. “Oggi, a meno di vent’anni di distanza, quei due si affrontano sul tetto del mondo. Ma c’è un filo azzurro UNICEF che li unisce ancora: entrambi sono diventati Ambasciatori di Buona Volontà (Goodwill Ambassador) dell’UNICEF. Lionel Messi lo è da anni, e il giovane Lamine Yamal lo è diventato ufficialmente proprio quest’anno, a giugno 2026, per difendere il diritto al gioco di ogni bambino. E questa non è solo una coincidenza incredibile”.
“Questa è la metafora perfetta di quello che facciamo ogni giorno”, incalza Iacomini. “Quando l’UNICEF entra nella vita di un bambino vulnerabile, in un quartiere difficile come lo era quello di Mataró per Yamal, non sta solo offrendo un aiuto immediato: sta seminando futuro. Sta dando a quel bambino la possibilità di crescere, di giocare, di sognare e, in questo caso, di diventare uno dei calciatori più forti del pianeta e un paladino dei diritti dell’infanzia per le nuove generazioni. Spesso ci si dimentica della capillarità e della forza storica del lavoro dell’UNICEF nel mondo”.
“Questa finale, con il logo UNICEF che brilla idealmente attraverso le storie di questi due immensi campioni, è un picco di visibilità straordinario”, conclude Iacomini. “Ma è soprattutto un promemoria per tutti noi: sostenere l’UNICEF significa credere nel potenziale infinito di ogni singolo bambino. Chissà quanti altri Messi o Yamal stiamo aiutando a crescere oggi nei teatri di guerra, nei campi profughi o nelle periferie dimenticate del mondo. Domenica vincerà il migliore sul campo, ma per l’infanzia e per l’UNICEF il miracolo è già compiuto”.
