(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Sloi: per una memoria del presente. Né carne da profitto né carne da cannone. La SLOI nasce nel 1935 come fabbrica di guerra. Il piombo tetraetile, antidetonante della benzina, era un prodotto strategico per l’aviazione militare. Ma logica di guerra è continuata anche dopo il passaggio alla produzione civile. Le vittime, questa volta, non erano più le popolazioni sottoposte ai bombardamenti, ma gli operai intossicati e rinchiusi in manicomio come matti e alcolizzati, le falde acquifere avvelenate e poi gli abitanti di tutta Trento in seguito al devastante incendio del 14 luglio 1978.
Quarantotto anni dopo, sugli stessi terreni della SLOI, mai sottoposti a una vera bonifica, si progetta di scavare per la circonvallazione TAV.
Intanto l’unica targa visibile che ricordi gli operai ammazzati dalla SLOI è quella apposta tre anni fa dai sindacati di base CUB e SBM in piazza Generale Cantore. Una piazza che dovrebbe essere intitolata agli operai della SLOI e non a un ufficiale fucilatore di disertori.
Economia di guerra, disprezzo per la salute degli operai e devastazione ambientale non sono il nostro passato, bensì il nostro presente. Per questo – contrariamente a quello che afferma il sindaco Ianeselli – la memoria della SLOI deve essere divisiva: o con il profitto e con la guerra, o con la vita e la salute.
C.U.B. e S.B.M. indicono un
PRESIDIO SABATO 18 LUGLIO 2026
A TRENTO PIAZZA CANTORE, ORE 10,00
IN RICORDO DEGLI OPERAI AMMAZZATI DALLA SLOI
Al presidio interverranno anche Cinzia GIOVANNINI (figlia dello storico operaio noto con lo pseudonimo di “BEPI SLOI”) e la consigliera comunale di Onda Alessia TARTER (co-firmataria con la collega Giulia BORTOLOTTI dell’ordine del giorno sulla commemorazione degli operai della SLOI).
