Di Luca Franceschi
///
Stefania Bonaldi, responsabile Innovazione, Professioni e Pubblica Amministrazione del Partito Democratico, ha espresso il pieno sostegno del partito alla proposta di istituire un CERN europeo dedicato all’intelligenza artificiale avanzata. Durante l’iniziativa “L’IA al servizio delle persone” alla Festa dell’Unità di Livorno, Bonaldi ha affrontato una questione centrale nel dibattito sulla tecnologia contemporanea.
La vera sfida, secondo quanto spiegato dal professor Giorgio Parisi, non riguarda la direzione verso cui si muove la tecnologia, bensì chi esercita il controllo su di essa. La questione cruciale è determinare chi decide l’orientamento, chi gestisce l’infrastruttura e chi indirizza gli effetti sulla società, sul lavoro e sulla democrazia.
Il Partito Democratico rigetta due modelli contrastanti: da un lato la concentrazione privata degli Stati Uniti e dall’altro la sorveglianza statale cinese. La soluzione proposta è una terza strada europea, caratterizzata da apertura, interoperabilità, cooperazione e principi democratici. Il partito intende portare la proposta del professor Parisi anche in una mozione presso il Consiglio comunale di Livorno.
Tuttavia, una governance europea dell’intelligenza artificiale risulta significativa soltanto se pone le persone al centro delle sue priorità. Per questo motivo il Partito Democratico ha identificato obiettivi specifici e chiari da perseguire.
In primo luogo, è essenziale redistribuire il dividendo tecnologico, garantendo che il valore generato dall’intelligenza artificiale torni ai lavoratori e alla società. Inoltre, il partito sostiene che nessuna innovazione dovrebbe procedere senza il coinvolgimento di chi lavora, richiedendo l’introduzione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi accompagnata da adeguate tutele e possibilità di contrattazione.
Un altro aspetto fondamentale è trasformare la formazione e l’alfabetizzazione digitale in un diritto universale accessibile a tutti. Parallelamente, è necessario estendere il concetto tradizionale di sicurezza sul lavoro includendo anche i rischi digitali e psicosociali derivanti dalle nuove tecnologie.
Infine, il Partito Democratico sottolinea l’importanza di assicurare un controllo democratico degli algoritmi. Secondo questa visione, nessun sistema automatizzato dovrebbe assumere decisioni che incidono sulla vita delle persone senza l’implementazione di regole chiare, trasparenza completa e supervisione umana costante.
