(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il Consiglio regionale è riunito oggi a Bolzano. La giornata di lavoro in aula è dedicata alla manovra economica di assestamento dell’ente. Il presidente dell’aula Josef Noggler ha spiegato che i disegni di legge 34 e 35 saranno trattati in modo congiunto: Disegno di legge n. 34: Rendiconto generale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige per l’esercizio finanziario 2025 (presentato dalla Giunta regionale) e disegno di legge n. 35: Assestamento del bilancio della Regione autonoma Trentino-Alto Adige per gli esercizi finanziari 2026-2028 (presentato dalla Giunta regionale).
Il rendiconto generale evidenzia, tra l’altro, entrate accertate pari a 473 milioni di euro e un risultato di amministrazione di 132 milioni di euro, di cui una quota disponibile di 109,9 milioni di euro, come riferito dalla vicepresidente della Giunta regionale Giulia Zanotelli. Secondo Zanotelli, questi dati dimostrano una gestione finanziaria efficiente. Il disavanzo di 20 milioni di euro riportato in bilancio sarebbe infatti di natura esclusivamente contabile e non rappresenterebbe un disavanzo reale. I debiti sono sempre stati saldati puntualmente e non sono mai stati rinviati. Sia il Collegio dei revisori dei conti sia la Corte dei conti hanno confermato la gestione prudente e oculata della Regione. Grazie a questo risultato di amministrazione non sarà necessario adottare misure di contenimento della spesa e sarà invece possibile programmare ulteriori investimenti e nuove spese. Zanotelli ha inoltre sottolineato che, grazie al maggiore gettito fiscale, saranno disponibili ulteriori 50 milioni di euro. L’assestamento di bilancio si concentra su tre obiettivi principali: il sostegno alle due Province, anche attraverso un contributo al risanamento della finanza pubblica statale; il sostegno alle famiglie, compreso il potenziamento della previdenza complementare per i figli; e l’avvio dell’Agenzia per la giustizia.
Il presidente Arno Kompatscher ha illustrato innanzitutto la parte non finanziaria del disegno di legge di assestamento, soffermandosi in particolare sull’articolo 1, che introduce modifiche al Codice degli enti locali in attuazione della riforma dello Statuto di autonomia. Tra le principali novità figurano le disposizioni relative alla composizione etnica della giunta comunale e alla clausola di residenza richiesta per l’esercizio del diritto di voto nella provincia di Bolzano. Con la riforma dell’autonomia vengono inoltre meno le leggi statali di riforma quali limite alla potestà legislativa autonoma, un passo importante per la Regione e per le due Province autonome. L’articolo 1 prevede inoltre che un gruppo linguistico possa essere rappresentato nella giunta comunale anche qualora disponga di un solo rappresentante in consiglio comunale. Viene infine ridotto da quattro a due anni il requisito di residenza necessario per esercitare il diritto di voto nella provincia di Bolzano.
Il disegno di legge contiene inoltre una disposizione che consente ai dipendenti dei Comuni altoatesini di svolgere l’attività di affittacamere come attività secondaria. Su richiesta, tale previsione potrà essere estesa anche al Trentino. È stato inoltre eliminato l’obbligo di dichiarazione dei redditi per gli amministratori dei Comuni con meno di 15.000 abitanti, al fine di disciplinare la materia in modo più puntuale in un secondo momento. Le liste dei candidati resteranno consultabili dal pubblico per dieci anni; un termine più lungo sarebbe infatti incompatibile con la normativa in materia di tutela della privacy. L’articolo 3 prevede inoltre, in considerazione della forte domanda, soprattutto nella provincia di Bolzano, un incremento delle risorse destinate agli incentivi per la previdenza complementare a favore dei minori, dei figli, mentre l’articolo 5 contiene correzioni alla legge collegata alla legge di stabilità 2026, con l’articolo 6 che riguarda la partecipazione all’Istituto Culturale Ampezzano ‘Cesa de Jan’. In termini generali – ha osservato Kompatscher – va osservata la bontà dei conti pubblici che ci consente di versare contributi importanti alla due Province di Trento e di Bolzano.
In discussione generale il consigliere Zeno Oberkofler (Verdi) ha notato come non sia possibile parlare di bilancio della Regione senza tenere conto della situazione nazionale ed internazionale, non ultima l’instabilità internazionale ed il conseguente aumento dei prezzi. Anche il bilancio della Regione non affronta le crisi in corso, limitandosi a garantire l’ordinaria amministrazione. Manca una vera visione politica.
Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha ribadito che la Regione deve assicurare maggiore attenzione al settore dell’energia, considerato centrale. di non trovare però traccia di questo nel documento economico in discussione oggi in Consiglio.
Andrea de Bertolini (Pd) ha detto che rispetto al merito tecnico del documento, a monte, vada però notato come non si sia mantenuto in giunta regionale il principio della staffetta, garanzia di simmetria delle relazioni tra le due Province. Una situazione frutto delle difficoltà politiche in terra trentina, non certo sudtirolesi.
Chiara Maule (Campobase) ha ribadito a sua volta il vulnus della mancata staffetta alla guida della Regione. Così l’ente appare più debole, sospeso, mentre la società ed il lavoro chiedono risposte precise. Il costo della vita è sempre più caro ed il bilancio non offre queste risposte.
Eleonora Angeli (Pat Fassa) ha, a sua volta, censurato il mancato rispetto della staffetta ma notando che i livelli non vanno sovrapposti e come il documento sia all’insegna di grande solidità. Ci sono sul piatto risorse preziose, sottolineando l’importanza di aiutare i nuovi nati, ha detto.
Francesca Parolari (Pd) ha ribadito l’apprezzamento per la solidità dei conti della Regione. Perplessità invece sulla norma che consente ai dipendenti dei Comuni altoatesini di esercitare attività commerciale, in particolare affittare immobili.
Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha sottolineato il tema delle tasse, di un gettito importante, ma che comunque non consente di rispondere a molte esigenze della società, con molti giovani che preferiscono andare via da qui per avere delle prospettive migliori di vita e di lavoro. Ci dobbiamo dunque porre delle domande sul futuro della nostra Autonomia.
Filippo Degasperi (Misto) ha osservato che non tutti i dati del bilancio non sono positivi, giudicando il fatto che ci siano molti soldi in cassa come un segnale di mancata capacità di spesa. Sul tema delle entrate, la presenza di un gettito Iva più elevato, il dato solleva di converso diverse perplessità sull’aumento delle spese a carico della collettività. Ora la Regione funge da bancomat per le due Presenze. Nelle relazioni manca un indirizzo politico, non viene nemmeno citata Autobrennero, allo stesso modo non si parla di energia. Nell’occasione il consigliere ha presentato un proprio ordine del giorno – in programma più avanti – per il rafforzamento della collaborazione all’interno dell’Euregio per consentire agli studenti trentini l’accesso allo studentato tirolese (Tirolerheim) a Vienna, impegnando la giunta regionale ad attivarsi in tal senso.
Paul Köllensperger (Team K) ha discusso alcuni rilievi fatti dalla Corte dei Conti, soprattutto per quanto riguarda le proroghe e le partecipazioni societarie, con un cda di A22 molto più ampio di quanto previsto, una situazione purtroppo fisiologico. I rilievi da anni vengono archiviati senza alcun tipo di reazione.
Maria Elisabeth Rieder (Team K) è intervenuta sugli aspetti legati ai Comuni, con le indennità ai consiglieri comunali al posto dei gettoni di presenza, situazione che incoraggia la partecipazione e che andrebbe estesa al di là dei capoluoghi. Bene la previdenza integrativa prevista per i nuovi nati. Ritengo che sul fondo alle casalinghe – cui è stata tolto la perequazione – con i fondi avanzati si possa adesso ripensare il provvedimento.
Christian Bianchi (Forza Italia) ha detto che come italiano si sente offeso nella discussione di oggi, visto che Si è detto offeso dalle dichiarazioni di Süd-Tiroler Freiheit. Secondo lui, gli italiani vengono costantemente descritti dalla STF come un elemento indesiderato. Knoll – ha detto – sostiene sempre che i sudtirolesi non siano italiani, ma in Alto Adige esistono tre gruppi linguistici. Questa Regione deve esistere per limitare chi parla da estremista.
Knoll ha risposto di decidere sulla propria identità e di non sentirsi italiano, ma tirolese, e di non dover dare conto di questo al collega Bianchi.
Anna Scarafoni (Fratelli d’Italia) ha detto che il consigliere Knoll in ogni situazione recita questa parte irritante, fuori da ogni contesto ed assolutamente inutile. Le sue uscite di stampo teatrale ora le trovo assolutamente irritanti. A quel punto il presidente Noggler ha chiuso la seduta. I lavori riprenderanno alle 14.30.
