Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni è caduto ieri per la seconda volta nel giro di tre mesi. Di fronte a questa situazione, il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Luca Pirondini, ha posto un interrogativo diretto: quando questo esecutivo intenderà lasciare Palazzo Chigi?
Secondo le dichiarazioni rilasciate in aula, dopo la consultazione referendaria si sperava che l’esecutivo avesse recepito il messaggio dei cittadini italiani e smettesse di concentrarsi esclusivamente sulla propria permanenza al potere. Invece si è verificato esattamente il contrario.
L’unica vera priorità dell’azione di governo sarebbe stata la predisposizione di una legge elettorale studiata per assicurarsi un futuro parlamentare. Un tentativo che non ha nemmeno raggiunto il suo obiettivo, culminando nell’episodio paradossale di una maggioranza che ha votato contro se stessa.
Dopo una bocciatura di tale portata, un esecutivo dotato di un minimo senso di responsabilità istituzionale avrebbe dovuto fermarsi e modificare la propria rotta. Invece ha proseguito nel suo cammino in modo stentato, continuando a ignorare le questioni concrete che affliggono il Paese.
Tra i problemi reali che vengono trascurati figurano una sanità pubblica in grave sofferenza, liste d’attesa che raggiungono tempi insostenibili, una scuola pubblica lasciata senza adeguato sostegno e le numerose emergenze che i cittadini italiani affrontano quotidianamente.
Il prossimo 4 settembre il governo potrebbe vantarsi di essere diventato l’esecutivo più longevo nella storia della Repubblica italiana. Tuttavia, secondo Pirondini, la storia restituirà un giudizio ben diverso: quello di essere stato il governo più ostinatamente aggrappato al potere dell’intera epoca repubblicana.
L’intervento si è concluso con un appello diretto alla Presidente del Consiglio: dopo due cadute verificatesi in un arco temporale così ristretto, sarebbe giunto il momento di assumersi le proprie responsabilità e restituire la parola ai cittadini italiani.
Durante la dichiarazione in aula, i senatori del Movimento 5 Stelle hanno mostrato cartelli con la scritta “IMBULLONATI” per sottolineare visivamente il concetto espresso dal loro capogruppo.
