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UILP – TRENTINO * ASSESTAMENTO BILANCIO PAT: «CHIEDIAMO LA RIVALUTAZIONE DEGLI ASSEGNI DI CURA E LA POSSIBILITÀ DI TRASFORMARLI IN “BUONI DI SERVIZIO”»

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10.43 - mercoledì 15 luglio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Assestamento di Bilancio Pat- richiesta di rivalutazione degli assegni di cura e possibilità di trasformarli in “buoni di servizio”

Assegno di cura: la UILP del Trentino chiede una effettiva rivalutazione degli assegni di cura (n.4189 nel 2024) trentini e la possibilità di trasformarli in “buoni di servizio”. Un miglioramento dell’assistenza domiciliare, soprattutto nella periferia ed un rilancio per il ‘terzo settore”, che si occupa degli anziani e dei soggetti deboli.

Nell’imminenza della manovra di assestamento di bilancio la UILP chiede alla giunta Fugatti di rivolgere l’attenzione ad un tema, sempre più attuale: quello dei tanti anziani in difficoltà e dei soggetti fragili che beneficiano degli “assegni di cura” previsti dalle leggi provinciali 9/1998 e 13/2007.

Le iniziali 4 fasce di beneficiari, che in base al coefficiente Icef e alla gravità del problema di non autosufficienza prevedevano nel 2007 un assegno mensile di 80 euro per il 1°livello, 250 euro per il 2° livello, 500 euro per il 3° livello e 800 euro per il 4° livello, col tempo hanno perso il valore monetario originario.

Gli importi nel 2025 sono di 100 euro per il 1° livello, 300 euro per il 2°, 600 euro per il terzo e 1100 euro per il 4° livello, il più impegnativo. Negli ultimi 10 anni, a fronte di una inflazione (dato ISTAT) del 36,8% per le famiglie di operai ed impiegati, solo il 4° livello ha tenuto il passo dell’ inflazione. Un aumento medio del 25,6% che ha ridotto la copertura degli assegni di 1°, 2°, 3° fascia concentrando l’adeguamento solo alla 4° fascia. Un trattamento ben diverso da quello riservato dalla politica ai consiglieri provinciali ed agli amministratori locali in riferimento ai loro compensi.

La proposta della UILP è semplice: rivalutare tutti gli assegni di cura recuperando l’inflazione che li ha erosi, quindi quelli delle tre fasce meno gravi e prevedere la possibiltà, piuttosto del corrispettivo in euro, di ” buoni di servizio” per l’assistenza domiciliare, dove possibile, soprattutto in periferia, in modo da garantire anche una iniezione finanziaria e di lavoro per il terzo settore, che si occupa anche dell’assistenza dei nostri anziani e dei soggetti fragili.

E la UILP indica alla giunta anche dove rinvenire le risorse per riequilibrare gli assegni di cura: alle Regioni stanno per essere ripartite le quote delle risorse destinate al piano triennale 2025/2027 del Fondo Nazionale per la non Autosufficienza (quasi 3 mld di euro).Quale miglior occasione per mettere mano alla ridefinizione degli assegni di cura?
I pensionati della UILP credono e auspicano che oltre ai contadini ed agli albergatori ci siano spazio e denari per i nostri anziani e le fasce e persone più deboli del nostro Trentino.

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UILP del Trentino
Maurizio Zeni
Walter Alotti

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