Di Luca Franceschi
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Accuse rivolte a Conte, De Raho e Scarpinato per il tentativo di impartire lezioni di antimafia, secondo quanto sostiene il deputato di Fratelli d’Italia Giovanni Maiorano. I tre esponenti politici presenterebbero come rivoluzionarie proposte che avrebbero potuto realizzare durante i loro anni di governo, ma che non hanno concretizzato. Maiorano sottolinea come il Governo Meloni abbia rimesso il contrasto alla criminalità organizzata al centro dell’azione dello Stato, rafforzando gli strumenti a disposizione delle Forze dell’ordine, sostenendo il lavoro della magistratura, investendo nella sicurezza e intervenendo sul sistema penitenziario.
L’esponente di FDI preferisce enfatizzare i risultati concreti rispetto alle conferenze stampa, ritenendo che il tema della mafia non debba essere trasformato in un’arma politica utilizzata contro la maggioranza e contro la Commissione parlamentare Antimafia.
Maiorano denuncia inoltre un tentativo sistematico di attacco nei confronti della presidente della Commissione Chiara Colosimo, colpevole secondo i critici soltanto di svolgere il proprio ruolo con autonomia, rigore e indipendenza rispetto a ricostruzioni precostituite. La vera questione, sostiene il deputato, è che questa Commissione sta affrontando vicende rimaste per troppo tempo ai margini del dibattito pubblico, creando evidentemente disagio in chi era abituato a un’antimafia selettiva.
L’antimafia non appartiene alla sinistra né al Movimento Cinque Stelle ma allo Stato nel suo insieme. Per questo motivo risulta inaccettabile secondo Maiorano che Conte, De Raho e Scarpinato provino a trasformarla in uno strumento di propaganda o di delegittimazione delle istituzioni.
Fratelli d’Italia dichiara il proprio impegno nel sostenere il lavoro del Governo Meloni e della Commissione parlamentare Antimafia presieduta da Colosimo, respingendo ogni tentativo di intimidire o condizionare un’attività che deve svolgersi con serenità, libertà e nel solo interesse della verità. Maiorano conclude affermando che gli italiani chiedono risultati nella lotta alle mafie e non operazioni di propaganda costruite per alimentare polemiche politiche, invitando chi organizza conferenze stampa a rispettare il lavoro delle istituzioni.
