(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Dopo il primo passo un anno fa, attraverso la presa d’atto del Documento del Sindaco che ha previsto il riordino della disciplina della destinazione d’uso delle locazioni turistiche, che a Verona sono passate da 10 nel 2012 a 3404 nel 2024, di cui 2028 solo nel Centro Storico, su iniziativa della vicesindaca a assessora all’Urbanistica, Barbara Bissoli, oggi la Giunta Comunale ha licenziato la delibera per il Consiglio Comunale di adozione della Variante n. 70 al Piano degli Interventi, un atto che introduce nuove regole sulla destinazione d’uso degli immobili con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il Centro Storico Maggiore, riconosciuto sito Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. La delibera passerà ora all’esame della Commissione Consiliare IV e, quindi, del Consiglio Comunale.
Ricordiamo che, con la deliberazione n. 45 del 25 luglio 2025, il Consiglio Comunale ha preso atto del Documento del Sindaco che prevedeva l’avvio di una variante normativa al vigente Piano degli Interventi la quale, anche per preservare l’iscrizione di Verona nella Lista dei Siti Patrimonio Mondiale dell’Umanità con la denominazione The City of Verona (sito comprendente l’intero Centro Storico Maggiore racchiuso dalle Mura Magistrali) si propone di salvaguardare la stabile presenza della comunità dei cittadini, come residenti in via permanente o duratura e come frequentanti abituali il Centro Storico di Verona, regolamentando la compresenza della comunità turistica, in specie collegata al fenomeno delle locazioni turistiche, onde evitare che quest’ultima prevalga sulla prima con una pressione antropica non sostenibile dalla popolazione residente ed estrometta la prima dal Centro Storico; con il rischio di ridurre la Città Storica ad una sorta di “parco a tema” e, nel contempo, di favorire la funzione abitativa turistica anche nei quartieri limitrofi. Il Documento del Sindaco concludeva ritenendo necessario intervenire sulla vigente normativa del Piano degli Interventi con un riordino complessivo e, in particolare, con una disciplina della destinazione d’uso delle locazioni turistiche che non siano già state attivate con l’acquisizione del relativo Codice Identificativo Nazionale (CIN). Tale azione, da un lato può bilanciare e riequilibrare l’offerta di unità abitative alla popolazione turistica, che potrà interessare soprattutto alcuni quartieri limitrofi al Centro Storico, e dall’altro potrà portare ad una rinnovata vivibilità e autentica residenzialità del Centro Storico cittadino, nel contempo tutelando e valorizzando il prestigioso riconoscimento quale Sito UNESCO di cui si pregia e si fregia la Città di Verona.
Un fenomeno che ha imposto una riflessione.
Da un lato c’è il rischio di overtourism, dall’altro quello della desertificazione residenziale. Due dinamiche che minacciano la vivibilità dei nostri centri storici e che l’Amministrazione Tommasi ha affrontato con responsabilità, perché il Centro Storico continui ad essere un luogo vivo e vitale, abitato dalla comunità dei cittadini di Verona che hanno un legame stabile o duraturo con la Città e con gli spazi urbani, pubblici e privati; che partecipano attivamente alla vita della Polis e che, con la loro presenza e quotidianità nel Centro Storico, assicurano quelle funzioni di custodia, di mantenimento dell’identità dei luoghi, di vitalità socio economica, di ponte tra Centro Storico e gli altri quartieri della città. D’altro canto, anche la tutela del patrimonio Unesco non è solo un onore, ma è anche un impegno e un dovere. I cittadini e le cittadine residenti sono le vere e i veri custodi del patrimonio materiale e immateriale della città. La loro quotidianità, le loro tradizioni e le loro attività economiche (come negozi di prossimità e di artigianato e per servizi alla persona) mantengono il tessuto sociale e culturale vivo.
La Variante n. 70 che sarà proposta all’adozione del Consiglio Comunale introduce una disciplina omogenea per tutte le strutture ricettive complementari, senza distinguere i B&b da altre forme previste dall’art. 27 della L.R. 11/2013, ed inquadra nella destinazione turistica ricettiva anche le locazioni turistiche che, ai sensi di legge, si differenziano dai B&b per l’assenza di servizi. Anche a detto uso la Variante assegna un carico urbanistico basso, al pari delle strutture complementari, in quanto si ritiene che le locazioni turistiche determinino il medesimo carico urbanistico. Tale inquadramento risulta coerente con la L.R. 11/2013 che, all’art. 27, include i B&b tra le strutture ricettive complementari. Risulta altresì coerente con l’art. 27 bis della medesima legge regionale che, con riferimento all’art. 1 della L 431/1998 sui contratti di locazione, ne sancisce la natura ricettiva.
L’obiettivo dichiarato, in linea con il vigente art. 83 delle NTO del Piano degli Interventi, che disciplina la città storica centrale, è “salvaguardare ed incrementare la funzione residenziale”, riconducendo le attività economiche di tipo turistico, e cioé le locazioni turistiche e i B&b, alla corretta categoria turistico ricettiva onde evitare la trasformazione urbanistica de facto del Centro Storico.
L’Amministrazione intende in questo modo favorire una rinnovata vivibilità e un’autentica residenzialità del cuore cittadino, tutelando al contempo il prestigioso riconoscimento UNESCO di cui Verona si fregia, e promuovendo contemporaneamente la funzione abitativa turistica anche nei quartieri limitrofi al Centro Storico.
Le nuove regole non riguardano gli alloggi già legittimamente destinati a locazione turistica, per i quali sia stato attribuito il Codice Identificativo Nazionale (CIN) prima della data di adozione della Variante da parte del Consiglio Comunale: per queste unità non cambia nulla. Viene inoltre chiarito che le residenze universitarie non vanno ricondotte alla destinazione turistico ricettiva, in quanto la loro funzione non è turistica, ma a supporto dello studio universitario.
Prima di arrivare in Consiglio, la proposta ha seguito il percorso di confronto e concertazione previsto dalla legge regionale n. 11/2004, con il coinvolgimento degli enti pubblici territoriali, delle associazioni economiche e sociali portatrici di interessi sul territorio e dei gestori di servizi pubblici, che hanno presentato cinque contributi valutati dagli uffici comunali. La fase di concertazione si è conclusa con la deliberazione di Giunta Comunale n. 74 del 3 febbraio 2026. La Variante è stata inoltre sottoposta al parere dei Consigli di Circoscrizione: sette circoscrizioni su otto si sono espresse, sei con parere favorevole, di cui una con osservazioni, e una prendendo atto della documentazione senza formulare rilievi; l’ottava circoscrizione non si è espressa nei termini temporali previsti dal regolamento.
“In linea con le scelte operate da altri Comuni che vivono il fenomeno dell’overturism in Centro Storico soprattutto per l’indiscriminato proliferare della locazioni turistiche negli immobili ad uso residenziale – dichiara la vicesindaca Barbara Bissoli –, l’opzione che sottoponiamo al vaglio del Consiglio comunale è di esercitare il potere pianificatorio e di governo del territorio e, dunque, di disciplinare la destinazione d’uso delle locazioni turistiche e dei B&b in Centro Storico, strutture che offrono ospitalità a terzi a fronte di compenso in denaro, riconducendola alla coerente categoria funzionale turistico ricettiva. Con questa iniziativa, l’obiettivo della nostra Amministrazione è quello di tutelare l’uso residenziale stabile o comunque duraturo degli edifici del Centro Storico e, dunque, la presenza di una comunità residente e delle attività a servizio (negozi di prossimità, artigianato, servizi alla persona, ecc.) che garantiscono un’economia reale della città storica, così da tutelare e valorizzare anche il prestigioso riconoscimento UNESCO attribuito alla Città di Verona nel 2000, patrimonio della Città costruito in due millenni di storia dalle veronesi e dai veronesi”.
