Di Luca Franceschi
///
Elisabetta Gardini, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, esprime forti critiche nei confronti di Sigfrido Ranucci in merito ai contenuti della sua autobiografia. Secondo la deputata, il conduttore si sarebbe vantato delle sue conquiste sentimentali facendo riferimento a donne che avevano collegamenti diretti con la sua trasmissione o rapporti professionali con lui.
Gardini sottolinea in particolare due casi specifici: quello di una stagista che lavorava per Report e quello di un’insegnante che si proponeva come fonte della trasmissione. Nel memoir pubblicato dal conduttore verrebbero inoltre citate altre relazioni, sebbene non sia chiaro se anche queste siano state instaurate in ambito professionale.
La critica della deputata non verte tanto sulle scelte personali di Ranucci, quanto piuttosto sul modo in cui queste vengono raccontate. Secondo Gardini, risulta infatti sconcertante che una figura di rilievo della televisione pubblica si vanti di relazioni sentimentali e sessuali con donne che intrattenevano rapporti con il suo programma, in un contesto che la parlamentare definisce di “totale squallore”.
L’aspetto che maggiormente indurrebbe Gardini a esprimere il suo giudizio negativo riguarda il fatto che simili comportamenti vengono narrati con compiacimento, piuttosto che con il pudore e il senso del limite che dovrebbe caratterizzare chi ricopre ruoli pubblici. In qualsiasi azienda seria, prosegue la critica, ciò costituirebbe una grave violazione delle regole etiche. È infatti vietato a chi detiene incarichi dirigenziali o posizioni di potere intrattenere relazioni con collaboratrici e, ancor più, con stagiste.
Gardini conclude affermando che si tratta di una brutta pagina che scredita l’intero servizio pubblico e mortifica la dignità delle lavoratrici.
