Di Luca Franceschi
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Secondo quanto riportato da Il Tempo, la Cina avrebbe comunicato alle autorità italiane informazioni relative a prodotti e forniture non idonei, specificando quali produttori fossero affidabili e quali invece da evitare. Nel caso in cui questa segnalazione fosse effettivamente avvenuta, il quadro della gestione della pandemia risulterebbe ancora più preoccupante per tutti coloro che, pur essendo a conoscenza di queste informazioni, non avrebbero impedito l’utilizzo di tali prodotti.
A tal proposito, si pongono domande cruciali sulla gestione sanitaria durante l’emergenza. Perché la comunicazione cinese non sarebbe stata presa in considerazione? Quali sarebbero i motivi per cui gli organi preposti alla vigilanza non avrebbero esercitato le loro funzioni? Come è stato possibile che l’Italia acquisisse mascherine a prezzi considerati spropositati, nonostante dubbi sulla loro effettiva efficacia e il sospetto che potessero risultare addirittura dannose?
Risulta particolarmente grave l’ipotesi che la situazione pandemica possa essere stata sfruttata a scopo di lucro oppure utilizzata come pretesto per operare senza rispondere delle proprie azioni. Una simile eventualità non può essere tollerata.
La commissione Covid continuerà a lavorare con determinazione fino a quando non saranno chiarite tutte le responsabilità relative a questa gestione. L’impegno rimane quello di ottenere risposte concrete e definitive a questi interrogativi che riguardano la sicurezza e il corretto utilizzo delle risorse pubbliche durante l’emergenza sanitaria. Così ha dichiarato Augusta Montaruli, Vicecapogruppo di Fratelli d’Italia e membro della Commissione Covid.
