Di Luca Franceschi
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Il Rapporto annuale dell’Inps diffuso oggi rappresenta una smentita alla propaganda governativa sul lavoro. Dietro la narrazione trionfalistica della destra emerge una realtà ben diversa, certificata dall’Istituto stesso.
Il tanto sbandierato tasso di occupazione record resta comunque inferiore a quello delle principali economie europee e continua a convivere con livelli ancora troppo elevati di inattività, soprattutto tra le donne e nelle regioni del Sud.
I dati più allarmanti riguardano il crescente ricorso agli ammortizzatori sociali. Le ore di cassa integrazione autorizzate sono passate da 414 milioni nel 2023 a 509 milioni nel 2024, fino a raggiungere i 548 milioni nel 2025.
Lo scorso anno si sono contati mediamente 312mila lavoratori in Cig ogni mese, per circa 40 ore pro capite. Crescono anche i beneficiari della Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione. Numeri che somigliano a un bollettino di guerra e smentiscono l’eccessivo ottimismo della ministra del Lavoro Calderone.
Appena due giorni fa l’Ocse ha certificato che in Italia i salari reali restano ancora inferiori del 6,1% rispetto al primo trimestre del 2021, il peggior dato tra le grandi economie dell’area. Mentre per il 2026 è prevista un’ulteriore flessione dello 0,9%.
Servono scelte coraggiose e una politica che rimetta al centro il lavoro di qualità e la dignità delle persone. È necessario restituire alle lavoratrici e ai lavoratori italiani il potere d’acquisto perduto, a partire dall’introduzione del salario minimo. È una battaglia che il Movimento 5 Stelle continuerà a portare avanti con determinazione e che realizzerà quando tornerà al Governo.
