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ISTAT * «LIBRI E BIBLIOTECHE: ABITUDINI DI LETTURA E FREQUENTAZIONE – ANNI 2024 E 2025»

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11.00 - giovedì 9 luglio 2026

Secondo l’Indagine “I cittadini e il tempo libero” realizzata nel 2024, è pari al 57,1% la percentuale di persone di sei anni e più che dichiarano di aver letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (nel tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici o per altri motivi), quota in lieve diminuzione rispetto al 2015 (59,4%).

Tra i bambini fino a cinque anni, il 51,9% legge, colora o sfoglia libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell’orario scolastico.

Nel 2025, secondo l’Indagine “Aspetti della vita quotidiana”, il 14,9% delle persone di sei anni e più si è recata in biblioteca almeno una volta, dato stabile rispetto
a 10 anni fa (15,1%).

Lettura di libri, prelettura e fruizione delle biblioteche

La lettura di libri, la familiarizzazione con la lettura dei bambini in età prescolare (prelettura) e la frequentazione delle biblioteche costituiscono aspetti fondamentali delle pratiche culturali della popolazione. Negli ultimi anni le modalità di fruizione hanno subito profonde trasformazioni, influenzate anche dalla diffusione di Internet e delle tecnologie digitali.

Le Indagini Multiscopo sulle Famiglie “I cittadini e il tempo libero” (CTL) e “Aspetti della vita quotidiana” (AVQ) approfondiscono anche i comportamenti e gli atteggiamenti legati al tempo libero e alla partecipazione culturale.

Tra i principali temi oggetto di analisi rientrano le modalità con cui le persone accedono ai contenuti culturali, considerando sia i mezzi tradizionali sia quelli digitali. Ciò consente di cogliere all’interno dell’evoluzione dei comportamenti e degli stili di consumo culturale il ruolo sempre più rilevante delle nuove tecnologie, ormai componente significativa della vita quotidiana e nei processi di accesso all’informazione e all’intrattenimento.

Quasi sei persone su 10 hanno letto almeno un libro nell’anno

Nel 2024, secondo l’indagine CTL, è del 57,1% la quota di persone di sei anni e più che dichiarano di avere letto almeno un libro nel corso dell’anno durante il tempo libero, per motivi professionali e/o scolastici (non considerando i libri di testo obbligatori) o per altri motivi, per un totale di circa 32 milioni di persone.

L’analisi per età evidenzia come la lettura sia particolarmente diffusa tra i ragazzi di 11-14 anni, fascia in cui si registra il valore più elevato (78,9%) mentre con l’avanzare dell’età tale abitudine tende progressivamente a diminuire (37,5% tra gli individui di 75 anni e più).

La lettura di libri, inoltre, presenta una marcata differenza di genere: le donne mostrano una maggiore propensione rispetto agli uomini: il 62,6% contro il 51,2%. Il divario interessa tutte le classi di età, cresce progressivamente dall’adolescenza fino all’età adulta, raggiungendo il massimo tra i 45 e i 54 anni (+17,4 punti percentuali), per poi ridursi nelle età successive.

L’andamento nel tempo evidenzia una progressiva diminuzione della quota complessiva di lettori di libri, che passa dal 60,0% nel 2000 al 57,1% nel 2024. Il calo ha interessato sia gli uomini sia le donne (tra gli uomini la quota di lettori passa dal 54,9% al 51,2%, tra le donne dal 64,9% al 62,6%).

Emergono forti disuguaglianze territoriali: nel Centro-Nord legge oltre il 60% della popolazione contro il 47% del Mezzogiorno. Anche istruzione e reddito influenzano significativamente le abitudini di lettura: le persone con titolo di studio elevato leggono molto più di chi possiede un basso livello di istruzione, con un rapporto di 3 a 1. Analogamente, considerando i quinti di reddito, i lettori passano dal 43,9% nelle famiglie più povere al 72,5% in quelle economicamente più agiate.

Quattro lettori nel tempo libero su 10 leggono con frequenza settimanale

Nel 2024, il 37,4% dei lettori nel tempo libero legge generalmente con frequenza settimanale, il 42,4% con frequenza più sporadica (mensilmente o più raramente), mentre meno di due persone su 10 leggono tutti i giorni (17,4%).

La frequenza con cui si legge varia sensibilmente con l’età. Bambini e ragazzi, infatti, leggono prevalentemente una o più volte a settimana (tra i 6 e i 10 anni questa quota raggiunge il 47,0%) o con una frequenza più sporadica, mentre la lettura quotidiana aumenta progressivamente nelle età adulte e anziane, arrivando al 27,8% tra i 65-74enni e al 29,9% tra gli over 75enni, sebbene in questa fascia d’età, come già indicato, si riduca il numero di lettori. Le donne registrano frequenze dedicate alla lettura più elevate: leggono più frequentemente tutti i giorni (19,1% contro 15,5%) e meno sporadicamente (20,9% contro 25,0%) rispetto agli uomini.

Considerando il numero di libri letti nel tempo libero, emerge come la maggior parte dei lettori rientri nella categoria dei “lettori deboli”, ossia persone che leggono da uno a tre libri all’anno (42,8%). I “lettori forti”, che leggono tra 13 e 30 libri annui, rappresentano circa il 10% della popolazione, mentre i “lettori fortissimi”, che superano i 30 libri all’anno, sono soltanto il 3,2%. Oltre a essere più spesso dedite alla lettura degli uomini, le donne si caratterizzano per essere maggiormente lettrici forti e fortissime; il 10,6% legge da 13 a 30 libri l’anno e il 3,7% supera i 30 libri contro, rispettivamente, il 9,3% e il 2,5% degli uomini. Gli uomini risultano invece più concentrati tra coloro che leggono da uno a tre libri all’anno (47,3% contro il 39,6% delle donne).

Per quanto riguarda il tempo medio dedicato alla lettura, prevale la lettura compresa tra mezz’ora e un’ora (32,0%), soprattutto tra gli uomini (34,1% contro 30,4%). Gli uomini dedicano, inoltre, più frequentemente meno di mezz’ora alla lettura (18,3% contro il 12,6% delle donne). Le quote di chi legge oltre due ore rimangono più contenute tra i più giovani, ma aumentano nelle età anziane (arrivando al 16,0% tra gli ultra 75enni).

Una parte consistente dei lettori dichiara di dedicare più tempo alla lettura in particolari momenti della settimana o dell’anno, come nel fine settimana o durante le vacanze. Questa abitudine riguarda oltre la metà delle donne (55,1%) e quasi un uomo su due (48,5%), con valori particolarmente elevati nelle età adulte e centrali della vita.

Un lettore su due nel tempo libero legge romanzi e racconti di autori italiani

Nel 2024, considerando il totale dei lettori nel tempo libero, i generi più scelti sono romanzi, racconti, poesie e testi teatrali di autori italiani (48,1%), seguiti dai romanzi e racconti di autori stranieri (37,0%), dai gialli/noir (30,6%), dai libri di scienze sociali, filosofia e politica (22,3%) e dai libri di fantasy e fantascienza (21,1%). Quote elevate si registrano anche per le guide turistiche, i libri per bambini e ragazzi (17,9%) e i romanzi e libri a fumetti (17,2%).

Le donne scelgono più frequentemente narrativa italiana (55,5% contro 37,9% degli uomini), narrativa straniera (42,5% contro 29,3%), libri rosa (20,1% contro 1,8%) e libri per la casa (19,3% contro 6,6%). Gli uomini si orientano invece maggiormente verso fantasy e fantascienza (28,2% contro 16,0%), romanzi e libri a fumetti (23,0% contro 13,1%), libri scientifici e tecnici (13,0% contro 4,5%) e libri di scienze sociali o umane (26,2% contro 19,4%).

Anche l’età incide fortemente sulle preferenze di lettura. Tra bambini e adolescenti prevalgono fantasy, fumetti e libri per ragazzi: tra i maschi di 6-10 anni i libri per bambini e ragazzi raggiungono l’80,8% e i romanzi e libri a fumetti il 55,2%, mentre tra le femmine della stessa età i libri per bambini e ragazzi arrivano al 78,4%. Tra le ragazze di 15-17 anni emerge inoltre una forte diffusione dei libri rosa (31,2%), mentre tra i coetanei maschi risultano particolarmente diffusi fantasy e fantascienza (48,6%) e fumetti (37,1%). Nelle età adulte aumentano soprattutto la narrativa (italiana e straniera), i gialli e i libri di attualità. Tra le donne di 45-54 anni la narrativa italiana raggiunge il 57,6% e i gialli/noir il 33,2%, mentre tra gli uomini della stessa età i gialli/noir arrivano al 37,3%. Tra gli anziani si mantiene elevata la lettura di narrativa e libri per la casa, soprattutto tra le donne, che mantengono livelli elevati di lettura narrativa anche nelle età più avanzate.

Nel complesso, la ragione principale che spinge alla lettura è il piacere o la passione personale, indicata dal 66,3% dei lettori, seguita dal desiderio di rilassarsi o distrarsi (33,6%), il passare il tempo (28,9%) e il desiderio di imparare nuove cose o approfondire temi di interesse (26,0%).

Le donne dichiarano molto più frequentemente degli uomini di leggere per piacere o passione (70,0% contro 61,2%) e per rilassarsi o distrarsi (37,9% contro 27,7%). Gli uomini mostrano invece quote più elevate nella lettura finalizzata ad apprendere nuove cose o approfondire temi specifici (30,9% contro 22,5%) e leggono più spesso per il piacere della scoperta (18,1% contro 15,8%).

Anche l’età influisce notevolmente sulle motivazioni della lettura. Tra i giovani sono più elevate le motivazioni legate allo studio, all’obbligo o alla scoperta: tra gli 11 e i 14 anni il 17,2% dichiara di leggere perché deve farlo, quota che scende progressivamente nelle età adulte. Nelle fasce adulte prevale invece una lettura legata al piacere personale e al relax: tra i 45 e i 64 anni il 71,5% legge per piacere e il 38,0% per rilassarsi.

Sette lettori su 10 nel tempo libero leggono esclusivamente libri cartacei

Negli ultimi anni anche in Italia si è diffusa la lettura in formato digitale, ma il libro cartaceo continua a mantenere un ruolo predominante. Nel 2025, secondo l’Indagine AVQ, i lettori di libri cartacei sono oltre 20 milioni, pari al 36,9% della popolazione di 6 anni e più e all’88,7% dei lettori nel tempo libero. Quasi 6 milioni di persone hanno invece letto e-book o libri online (10,7% della popolazione e 25,7% dei lettori), mentre gli audiolibri, pur in forte crescita rispetto al 2018, coinvolgono ancora una quota limitata: circa 1 milione 400mila persone, pari al 2,5% della popolazione.

Nonostante la graduale diffusione dei formati digitali, le abitudini di lettura restano fortemente associate alla carta. Dopo il lieve aumento registrato durante il periodo pandemico, dal 2022 si osserva una flessione della lettura digitale. Nel 2025 oltre sette lettori su 10 (71,5%) leggono esclusivamente libri cartacei, contro il 10,2% che utilizza solo e-book o libri online e appena lo 0,6% che ascolta esclusivamente audiolibri. Cresce invece, seppur lentamente, la quota di lettori “ibridi”, che alternano diversi supporti (17,6%).

L’utilizzo del digitale, esclusivo o combinato con il cartaceo, è più diffuso tra i ragazzi e i giovani adulti (15-44 anni soprattutto), mentre diminuisce nelle età più avanzate. La lettura esclusivamente cartacea resta invece predominante sia tra i bambini fino a 10 anni (90,8%) sia tra gli over 65enni (83,6%). Tuttavia, anche tra gli over 65enni la quota di lettori esclusivamente in digitale è più che raddoppiata dal 2018 al 2025, passando dall’1,8% al 5,5%.

Emergono, inoltre, differenze significative a livello di genere, territorio e istruzione. Le donne leggono più spesso libri in formato esclusivamente cartaceo (73,3% contro il 69,2% degli uomini), viceversa gli uomini utilizzano maggiormente gli e-book/libri online in modalità esclusiva (13,0% contro 8,2%).

La lettura digitale è più diffusa nel Nord (11,9%) e nel Centro (11,1%) rispetto al Mezzogiorno (8,7%). Ancora più marcato è il divario legato al titolo di studio: legge in formato digitale il 23,4% delle persone di 25 anni e più con livelli di istruzione elevati, contro appena l’1,3% di chi possiede al massimo la licenza elementare.

La preferenza per il formato cartaceo si conferma anche nella lettura per motivi professionali e/o scolastici: nel 2024, il 59,0% dei lettori dichiara infatti di utilizzare esclusivamente libri cartacei. Il 31,7% combina invece supporti cartacei e digitali, mentre solo il 7,3% legge esclusivamente in formato digitale (fonte CTL 2024).

La diffusione della lettura digitale ha favorito anche nuove forme di condivisione culturale. Il cosiddetto social reading permette ai lettori di commentare libri, scambiare opinioni e pubblicare recensioni attraverso piattaforme online come, ad esempio, Wattpad o aNobii. Sebbene questa pratica coinvolga ancora una minoranza della popolazione (nel 2024 è pari al 2,3% della popolazione di 6 anni e più, fonte CTL 2024) risulta più diffusa tra le donne (2,9% contro 1,6%) e tra i giovani (tra 11 e 17 anni è pari al 5,2%).

Una persona che non legge su tre riferisce noia o disinteresse

Nel 2024, oltre 23 milioni di persone di sei anni e più dichiarano di non aver letto nessun libro nell’ultimo anno. I non lettori sono soprattutto uomini (il 46,8% rispetto al 35,7% delle donne) e adulti (oltre il 42% nella popolazione di 55 anni e più, con un picco del 59,8% tra gli anziani di 75 anni e più); prevalgono tra le persone con basso titolo di studio (il 72,1% delle persone di 25 anni e più che possiedono la licenza elementare o nessun titolo non hanno letto neanche un libro nei 12 mesi precedenti l’intervista contro il 17,9% dei laureati) e tra chi risiede nel Mezzogiorno (il 50,2% contro il 35,8% del Nord).

Il 24,7% dei non lettori (pari a circa 5 milioni e 680mila persone) dichiara di essere stato lettore in passato ma di aver successivamente smesso di leggere. Il fenomeno interessa soprattutto le donne, che rappresentano il 30,5% rispetto al 19,9% degli uomini. Una quota significativa di abbandono della lettura si registra già tra gli 11 e i 17 anni, dove il 13,7% dei non lettori afferma di averci rinunciato. La percentuale cresce progressivamente con l’età, raggiungendo il 28,5% tra i non lettori di 65 anni e più.

Noia e mancanza di interesse sono le motivazioni principali (35,0%) dichiarate tra chi non legge; seguono la mancanza di tempo libero (26,3%), il preferire altri svaghi (17,1%), altre forme di comunicazione (15,1%, tra cui TV, radio, cinema, social media), i problemi di vista o di salute uniti all’età anziana (12,4%), il costo di acquisto dei libri (8,3%). Una quota residuale dei non lettori (pari al 3,5%, poco più di 800mila persone) dichiara come motivazione della “non lettura” il non saper leggere o il leggere male; in particolare, questa motivazione raggiunge il massimo tra i bambini da 6 a 10 anni (19,6%), si riduce notevolmente nelle fasce di età successive e risale tra gli anziani di 75 anni e più raggiungendo il 5,6%. Rispetto al passato si riduce molto questa motivazione della non lettura, nel 2006 riguardava l’8,3% dei non lettori e raggiungeva il 16,1% tra la popolazione di 75 anni e più.

La graduatoria delle motivazioni della “non lettura” è simile tra uomini e donne ma, mentre primi indicano più il fatto di annoiarsi (38,5% contro 30,6%), di preferire altri svaghi (19,6% rispetto al 14,1% delle donne) o altre forme di comunicazione (16,4% dei maschi rispetto al 13,4% delle femmine), le seconde segnalano maggiormente i motivi di salute e l’età anziana come impedimento alla lettura (17,2% contro l’8,5% degli uomini).

L’analisi per età evidenzia che tra i ragazzi prevale soprattutto il disinteresse verso la lettura: il 52,5% degli 11-14enni e il 52% dei 15-17enni dichiara che leggere lo annoia o non lo appassiona. In queste fasce di età incidono anche la preferenza per altri svaghi (22,9%) e per altre forme di comunicazione (14,0%). Tra i giovani adulti di 18-34 anni emerge anche la mancanza di tempo libero, indicata dal 29,8%, ma resta alta anche la quota di chi si annoia leggendo (42,8%) e di chi preferisce altre forme di svago (19,9%). Nelle età adulte (35-64 anni) diventa preponderante il peso degli altri impegni: il 39,2% dichiara di avere poco tempo libero e il 9,4% si dice troppo stanco dopo il lavoro o le faccende domestiche. Infine, tra gli over 65enni assumono peso rilevante le difficoltà legate all’età, come i problemi di vista o salute, segnalate dal 13,6% dei 65-74enni e dal 49,1% degli over 75enni.

Più di un bambino di 0-5 anni su due legge o sfoglia libri ogni giorno

Il coinvolgimento dei bambini in attività legate alla lettura fin dalla prima infanzia rappresenta un elemento fondamentale per favorire lo sviluppo dell’interesse verso i libri e consolidare future abitudini di lettura. Nel 2024, il 51,9% dei bambini tra 0 e 5 anni dichiara di leggere, colorare o sfogliare libri e albi illustrati ogni giorno al di fuori dell’orario scolastico: si tratta di 1 milione e 266mila bambini.

Emergono differenze significative di genere: le bambine risultano maggiormente coinvolte rispetto ai bambini, con una percentuale pari al 54,8% contro il 49,2% dei maschi. Sul piano del territorio le percentuali più elevate di bambini dediti alla lettura si registrano nel Centro (59,6%) e nel Nord (52,3%), mentre nel Mezzogiorno la quota scende al 47,3%, evidenziando un divario territoriale ancora marcato.

Un ruolo centrale è svolto dai genitori nell’incentivare i figli alla lettura. Il 39,3% dei bambini svolge quotidianamente attività legate alla lettura insieme alla madre, mentre il 25,4% lo fa con il padre. Accanto ai genitori, anche altre figure contribuiscono frequentemente a queste attività: il 22,1% dei bambini legge o sfoglia libri ogni giorno insieme ad altri bambini, mentre il 18,5% lo fa con altri adulti (come nonni, zii, babysitter, ecc.).

Il contesto familiare e culturale influenza le abitudini di lettura dei bambini. In particolare, la frequenza delle pratiche legate alla lettura risulta strettamente connessa al livello di istruzione dei genitori: svolge attività di lettura quotidiane il 56,0% dei bambini che vivono in famiglie con un alto titolo di studio, contro il 43,7% di quelli appartenenti a famiglie con un basso livello di istruzione.

I generi più diffusi tra i bambini sono i libri e gli albi di fiabe e favole, scelti dal 69% dei più piccoli, con una preferenza particolarmente marcata tra le femmine (74,1%) rispetto ai maschi (64%). Seguono i libri che raccontano storie con poche parole e molte immagini, letti dal 51% dei bambini e anche in questo caso più diffusi tra le bambine (il 54,4% contro il 47,7%). Molto apprezzati risultano i libri dedicati alla natura e agli animali, scelti dal 50,8% dei bambini, con percentuali quasi uguali tra maschi e femmine.

Ampia diffusione hanno i libri pensati per favorire l’apprendimento di concetti e abilità quotidiane, come numeri, parole o semplici regole di comportamento (vestirsi, attraversare la strada, ecc.), che coinvolgono il 45,8% dei bambini.

Quasi un terzo dei giovani fino a 24 anni è un utente delle biblioteche

Le biblioteche rappresentano un importante presidio culturale e sociale che offre spazi per lo studio, la lettura, la ricerca e la partecipazione ad attività culturali. Secondo l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle biblioteche italiane (ICCU), in Italia nel 2024 il numero di biblioteche è risultato pari a 13.636.

Nel 2025, secondo l’Indagine AVQ, il 15,1% della popolazione di tre anni e più si è recato in biblioteca almeno una volta nell’anno. Superata la pandemia, le cui costrizioni alla mobilità avevano fatto scendere la quota di frequentatori al 7,4% nel 2021, oggi si è tornati a un livello analogo a quello del 2019 (15,3%).

Le donne frequentano le biblioteche più degli uomini (17,4% contro 12,6%). In base all’età emerge come siano i giovani fino ai 24 anni gli utenti più assidui, con una quota pari al 30,9%, più del doppio rispetto alla media nazionale. In particolare, tra i bambini e i ragazzi dai 6 ai 14 anni una persona su tre si reca in biblioteca almeno una volta all’anno.

Si osservano forti differenze territoriali: il Nord registra i livelli più alti di frequentazione (20,3%) seguito dal Centro (13,0%), mentre il Mezzogiorno presenta valori molto più bassi. Le biblioteche sono maggiormente frequentate da persone con titolo di studio elevato: la quota degli utenti è pari al 22,8% tra i laureati di 25 anni e più e si attesta appena al 2,8% tra chi possiede al massimo la licenza elementare.

Chi utilizza le biblioteche tende a farlo con una certa regolarità. In media gli utenti vi si recano
circa nove volte all’anno; il 41,5% frequenta la biblioteca almeno sei volte e il 30,7% 10 o più volte nel corso dell’anno.

Le principali attività svolte sono il prestito di libri (50,9%), la lettura e lo studio (36,0%) e la ricerca di informazioni (21,2%). I giovani tra i 15 e i 24 anni utilizzano soprattutto la biblioteca come luogo di studio, con percentuali che superano l’80% tra i 20-24enni, mentre bambini e anziani la frequentano prevalentemente per prendere libri in prestito. Tra i più giovani emerge anche una funzione sociale e aggregativa: il 19,8% dei giovani di 11-24 anni frequenta la biblioteca anche per incontrare amici. Inoltre, in questa fascia di età circa il 10% si reca in biblioteca per partecipare a lezioni o corsi.

Considerando i ragazzi di 6-16 anni, nel 2024, secondo l’Indagine CTL circa sei su 10 dichiarano di frequentare scuole dotate di una biblioteca o di uno spazio dedicato alla lettura, dove è possibile consultare o prendere libri e svolgere attività legate ai libri. Emergono forti differenze territoriali, in linea con il più generale divario nella diffusione delle biblioteche: la presenza di questi spazi viene infatti riferita maggiormente dai ragazzi residenti nelle regioni del Nord (66,0%) e nel Centro (63,2%) rispetto a chi vive nel Mezzogiorno (54,2%).

Più della metà dei ragazzi (il 55,4%) che dichiarano di avere a disposizione una biblioteca scolastica afferma di utilizzarla. A usufruire maggiormente di questa opportunità sono soprattutto le ragazze (il 58,7% contro il 52,4% dei ragazzi) e i bambini di 6-10 anni, dove la quota raggiunge il 66,6%.

Un utente su sei accede alle biblioteche anche in modalità online

Accanto alla fruizione tradizionale, negli ultimi anni si è sviluppato anche l’accesso online ai servizi bibliotecari. Nel 2025, secondo l’Indagine AVQ, la quota di utenti di sei anni o più che hanno usufruito di servizi bibliotecari online (per consultare cataloghi, libri, prenotare prestiti o altro) è del 6,6% (per un totale di 3 milioni 683mila utenti). Tra questi, il 2,8% ha avuto un accesso esclusivamente online, mentre il 3,8% ha avuto una frequentazione mista sia online sia con accesso fisico. Considerando congiuntamente l’accesso fisico e quello online a una biblioteca, la quota di utenti si è attestata nel 2025 al 17,7%.

La quota di chi si collega online è più bassa tra i bambini di 6-10 anni (3,7%) e tra le persone anziane di 75 anni e più (1,5%), mentre è più diffusa tra i ragazzi di 11-19 anni (9,1%) e tra i giovani adulti di 25-34 anni (10,8%). Le differenze di genere sono in linea con quanto riscontrato per la fruizione in presenza: tra gli uomini la quota di utenti online è del 5,8% mentre tra le donne è del 7,2%.

Anche per l’accesso online alle biblioteche si osservano livelli più elevati al Centro-Nord rispetto al Mezzogiorno (7,4% contro 4,9%). Tuttavia, se si considera solo l’accesso in modalità esclusivamente virtuale, si osserva come i livelli siano equidistribuiti su tutto il territorio, suggerendo quanto l’accesso digitale riesca a superare le barriere strutturali e territoriali che limitano la partecipazione fisica.

Un volano alla fruizione online dei servizi bibliotecari è stato esercitato dalla pandemia da Covid-19. Durante il periodo di emergenza sanitaria l’accesso online alle biblioteche ha posto rimedio valido alle difficoltà di fruizione in presenza. Nel 2021, ad esempio, la quota di persone di 6 anni e più che ha effettuato un accesso “in presenza” o “virtuale” alle biblioteche è stata dell’11,7%. Di queste persone, il 6,8% ha effettuato almeno un accesso online collegandosi a un sito Internet per consultare cataloghi, libri, prenotare prestiti o altro, mentre il restante 4,8% ha usufruito dei servizi bibliotecari recandosi fisicamente nella struttura.

Nel 2022, con il più ampio ripristino della possibilità di accedere fisicamente alle biblioteche, l’accesso complessivo ha registrato un aumento di 1,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente, attestandosi al 13,5%. Ad aumentare nel 2022 sono stati gli accessi fisici, passati dal 4,8% del 2021 al 7,2% del 2022 mentre la quota di coloro che hanno usufruito di servizi bibliotecari online, pari al 6,4%, è rimasta stabile. Anche negli anni successivi, fino al dato più recente del 2025, si osserva una situazione analoga, con un aumento progressivo dell’accesso esclusivamente fisico che nel 2025 sale all’11,1% e una complessiva stabilità dell’accesso online.

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