Di Luca Franceschi
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Giuseppe Conte torna a sedere nei lavori della commissione Covid, ma solo quando si tratta di difendere sé stesso dalle accuse. È l’accusa mossa dal deputato di Fratelli d’Italia Francesco Ciancitto, vicepresidente della commissione, il quale evidenzia come l’ex premier abbia partecipato a sole 8 sedute su 137 in due anni di lavori, rappresentando appena il 5 per cento del totale. Una presenza quasi inesistente, secondo Ciancitto, interrotta solo quando necessario.
“Giuseppe Conte ha dimostrato ancora una volta di avere la faccia come il Covid”, afferma Ciancitto nella sua nota. L’esponente di FdI sottolinea che dopo una lunga assenza, Conte è improvvisamente ricomparso proprio quando la commissione si è riunita in seduta plenaria per decidere sulle escussioni testimoniali delegate ai consulenti esterni.
La critica si concentra sulla dinamica che ha caratterizzato la seduta: Conte si è presentato insieme ai suoi alleati del campo largo, riuniti in massa per esercitare ostruzionismo nei confronti dei lavori della commissione. Una mobilitazione coordinata che Ciancitto interpreta come un tentativo di protezione nei confronti di indagini che potrebbero riguardare la gestione della pandemia durante il suo secondo esecutivo.
“Quando si tratta di proteggere sé stesso dalle verità sulla mala gestione della pandemia da parte del suo secondo esecutivo si palesa in prima fila, latita invece quando si indaga per accertare la verità”, conclude Ciancitto, definendo questa dinamica come un’ulteriore dimostrazione di comportamenti che a suo avviso sfiorano l’indecenza.
