(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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ARCO E FRECCE CONTRO I CINGHIALI: IL TRENTINO INAUGURA IL SAFARI MEDIEVALE
Quando si pensa di aver visto tutto, arriva una delibera che autorizza il controllo dei cinghiali anche con arco e frecce. Una scelta che sembra uscita da un film storico, non da un’amministrazione che dovrebbe fondare le proprie decisioni su sicurezza, efficacia e basi scientifiche.
La giustificazione della peste suina africana appare senza senso: non esiste alcuna evidenza che l’ arco e la freccia rendano più efficace il contenimento della malattia o migliori la biosicurezza. Si rischia invece di aumentare la probabilità di ferimenti, con animali che possono agonizzare a lungo e diventare ancora più pericolosi.
C’è poi un’altra questione che riguarda tutti. L’arco è silenzioso. Chi frequenta boschi e sentieri non potrà nemmeno percepire che è in corso un’attività di abbattimento. Escursionisti, ciclisti, cercatori di funghi e famiglie potrebbero trovarsi inconsapevolmente nelle aree interessate, peraltro anche in periodi e orari normalmente considerati sicuri.§
Ci chiediamo quale messaggio voglia dare il Trentino: una terra di natura e turismo o un territorio dove si sperimentano metodi di caccia sempre più estremi? È difficile immaginare che questa sia la migliore promozione possibile per chi sceglie la montagna per vivere un’esperienza di tranquillità.
Ci auguriamo che la Provincia riconsideri questa decisione e ritiri il provvedimento prima che qualcuno paghi il prezzo di una decisione tanto spettacolare quanto imprudente. Si garantisca la sicurezza delle persone e il benessere degli animali. Sempre.
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Lucia Coppola
Consiglio Provincia autonoma Trento (Avs)
