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CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO: «LAVORI CONSIGLIO: CONTRASTARE L’ODIO IN RETE, GALLERIA DI MONTE TONDO»

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12.52 - venerdì 3 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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Discusse mozioni della SVP. La sessione di lavori di giugno/luglio è terminata.

Nella tarda mattinata è stata affrontata la mozione n. 420/26 “Contrastare efficacemente l’odio in rete”, presentata dai consiglieri Deeg e Stauder il 12/05/2026, con la quale Waltraud Deeg (SVP) propone di incaricare la Giunta di definire una strategia interdipartimentale contro l’odio online che includa prevenzione, intervento e follow-up.

La mozione chiede inoltre di potenziare l’alfabetizzazione mediatica in tutte le scuole, ampliare le campagne di sensibilizzazione rivolte a giovani, genitori e insegnanti, e consolidare le iniziative esistenti contro l’odio in rete.

Viene poi sollecitato l’aumento degli sportelli per consulenze e segnalazioni, facilmente accessibili, il rafforzamento del sostegno alle vittime e l’integrazione sistematica della violenza digitale nei programmi di prevenzione scolastici.

Si prevede di effettuare rilevazioni periodiche sulla diffusione dell’odio online in Alto Adige e di predisporre un sistema di monitoraggio del cyberbullismo e dell’hate speech.

La proposta include anche l’istituzione di un ufficio di coordinamento provinciale, la collaborazione più stretta tra scuole, servizi sociali, Polizia e società civile e l’uso sistematico di buone pratiche locali e di altre regioni.

È prevista la valutazione della cornice normativa vigente, il sostegno a misure per una rimozione più rapida dei contenuti d’odio e un intervento a livello statale per una normativa più stringente sulla violenza digitale.

Infine, si propone di finanziare in modo mirato iniziative, associazioni e progetti di prevenzione e informazione, oltre ad ampliare i programmi che promuovono il coraggio civile in rete e le contronarrazioni.

Secondo Deeg, la democrazia si fonda sul confronto e sulla libertà di espressione, ma in presenza di odio e minacce molte voci si spengono, impoverendo il dibattito democratico.

La consigliera ha richiamato i casi di suicidio legati al cybermobbing e le pesanti conseguenze psicofisiche sui giovani, come il ritiro sociale, sottolineando anche l’impatto del bodyshaming.

Ha ribadito che denigrare non è accettabile e che la violenza digitale non è un tema marginale, lamentando risorse insufficienti delle forze dell’ordine per contrastare il fenomeno.

Ha infine smentito che gli autori di certi attacchi abbiano in genere un basso livello di istruzione, sostenendo che vadano individuati e perseguiti.

Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha osservato che, se la mozione fosse arrivata dall’opposizione, sarebbe stata contestata e probabilmente respinta, ricordando che in passato era stata accolta solo una proposta dei Verdi per una campagna di sensibilizzazione.

Ha rilevato che, sebbene i politici siano spesso bersaglio, molte altre persone subiscono odio in rete fino a perdere fiducia nell’umanità, con particolare incidenza sulle donne.

Ha aggiunto che l’odio viene alimentato anche quando si dipingono gli avversari politici in modo caricaturale o si diffondono video con citazioni decontestualizzate, come dimostrano i commenti che seguono tali contenuti.

Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit) ha annunciato l’astensione, non per contrarietà di merito, ricordando di aver ricevuto minacce di morte e di aver sporto denuncia incontrando difficoltà linguistiche e tecniche, fino all’impossibilità di risalire all’IP dell’autore.

Ha sottolineato che non bisogna concentrarsi solo sui giovani né limitare a loro le campagne, perché molti commenti offensivi sui social provengono da persone più anziane che scrivono con il proprio nome.

Ha rilevato inoltre che l’odio online non può essere condannato a intermittenza, citando casi di donne di un determinato schieramento politico, come Gudrun Kofler e la collega Atz, rispetto alle quali spesso non si interviene.

Ha invitato a considerare anche il ruolo dei media tradizionali oltre ai social, riferendosi alla copertura RAI della sua iniziativa sui carburanti.

Andreas Leiter Reber (Freie Fraktion) si è detto favorevole a programmi di alfabetizzazione mediatica e ha chiesto all’assessore Achammer una valutazione su quanto la Provincia abbia realizzato e su ciò che resta da fare in tutti i cicli scolastici.

Ha definito la competenza mediatica un fattore decisivo per la tutela della democrazia, alla luce di algoritmi che possono rappresentare una minaccia, annunciando il sostegno alla mozione.

L’assessore Philipp Achammer ha richiamato l’attenzione sull’odio in rete rivolto ai politici e a tante persone di cui non si parla.

Ha ricordato che il 50% dei giovani tra 16 e 24 anni dichiara di aver ricevuto commenti d’odio online e il 25% di essere stato vittima di cyberbullismo, un dato drammatico poiché il fenomeno si consuma nell’isolamento delle loro stanze e spesso senza strumenti di difesa o propensione alla denuncia, rendendo cruciale la presenza di figure di riferimento.

Ha riconosciuto che non si tratta solo di giovani, poiché molti messaggi offensivi arrivano da persone più avanti con l’età, alle quali talvolta ha risposto invitandole a un incontro che ha portato a scuse nel confronto diretto.

Ha osservato che il dibattito pubblico offline si è fatto più duro, probabilmente alimentato da quello online, e che le denunce non sempre hanno esito positivo.

Per alcune fasce d’età, a suo avviso, andrebbe valutato il divieto di accesso ai social.

Ha affermato che i messaggi d’odio vanno condannati sia se rivolti a partiti di destra sia a quelli di sinistra, e che, una volta espressa la condanna, è opportuno chiudere la polemica.

Nelle scuole, ha aggiunto, sono stati avviati diversi progetti contro l’odio in rete ed è stato promosso il Patentino per lo smartphone con il coinvolgimento dei genitori, con l’obiettivo di estendere le competenze digitali a tutte le fasce d’età.

Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ricordato che il tema è stato ampiamente discusso ed è incluso nel programma di coalizione, anche sul fronte della sensibilizzazione in ogni ambito.

Ha citato la campagna “Digitale è reale”, evidenziando che attraverso uno schermo si possono causare gravi danni, e ha sottolineato la necessità di intervenire anche nella scuola ma con un approccio che coinvolga l’intera società.

Ha dichiarato di sostenere convintamente la mozione, anche per quanto riguarda un coordinamento complessivo, auspicando l’impegno di molte realtà e associazioni, e ha menzionato l’iniziativa avviata nelle società calcistiche.

In replica, Waltraud Deeg ha ricordato a Foppa di aver sempre sostenuto iniziative in questa direzione e ha ribadito che molti hanno sperimentato l’odio in rete.

Ha richiamato le minacce di morte citate da Knoll e raccontato di essere stata scortata per sei mesi quando sua madre, politica, era stata minacciata.

Ha denunciato una deriva in cui, “come Trump”, sembra lecito dire qualunque cosa e diffamare le donne, avvertendo che senza un richiamo alla ragionevolezza il problema si aggraverà.

Ha infine chiesto di dotare le forze dell’ordine delle risorse necessarie e ricordato che la mozione prevede interventi concreti, come un centro di coordinamento e servizi a bassa soglia.

La proposta è stata approvata con 27 voti favorevoli e 4 astensioni.

Dopo una breve interruzione richiesta da Harald Stauder (SVP), Franz Locher (SVP) ha presentato la mozione n. 429/26 “Galleria di Monte Tondo: si procede a singhiozzo”, depositata da Locher, Stauder, Schuler e Noggler il 27/05/2026.

Il testo chiede di sollecitare la Giunta a mantenere gli impegni sulla circonvallazione nord e a portarne avanti con decisione la progettazione, verificando la fattibilità tecnica delle diverse opzioni di imbocco.

Si propone inoltre di elaborare una soluzione per la circonvallazione ovest, ossia per il collegamento con la MEBO, e di definire entro il 2026 il tracciato definitivo insieme al Comune di Bolzano, così da avviare l’iter di approvazione e passare poi al progetto esecutivo.

Illustrando la mozione, Locher ha ricordato che della galleria di Monte Tondo si discute da circa trent’anni, che da 10-20 anni se ne progetta la realizzazione e che solo negli ultimi cinque si è lavorato con determinazione.

Nel frattempo, la situazione del traffico a Bolzano è molto cambiata, con un bacino di circa 200.000 persone tra città e comuni limitrofi, di cui decine di migliaia pendolari, e con un conseguente aumento del volume di traffico che genera code alle porte e nel centro, nonostante il continuo potenziamento del trasporto pubblico locale.

Preoccupa in particolare il traffico pesante, in costante crescita.

Con l’aggiudicazione della progettazione nel 2023 e l’avvio dello studio di fattibilità tecnica ed economica nel 2024 si sperava in tempi rapidi, ma si sono rese necessarie trivellazioni e si sono evidenziati rischi idrogeologici che hanno complicato la progettazione delle aree di imbocco, mentre la variante del Talvera appare oggi poco idonea perché non devierebbe il traffico dal centro.

Secondo Locher, dopo numerosi studi, si procede ancora a rilento e nelle giornate di pioggia si formano lunghe code che coinvolgono anche gli ospiti, con un problema che non riguarda solo l’accesso alla Val Sarentino ma l’intera viabilità cittadina verso la quale confluiscono quotidianamente molti residenti dei comuni vicini.

Bernhard Zimmerhofer (Süd-Tiroler Freiheit) ha ricordato un recente incontro politico in Val Sarentino dedicato a questo tema, rimasto irrisolto da anni, e ha menzionato gravi incidenti dovuti al traffico pesante nel capoluogo.

Ha richiamato il caso analogo in Val Pusteria, presso Perca, dove le richieste dei cittadini furono ascoltate solo dopo la minaccia di lasciare la SVP, suggerendo a Locher la stessa determinazione.

Paul Köllensperger (Team K) ha ringraziato Locher, sottolineando che molte piccole realtà altoatesine hanno una circonvallazione da anni, mentre a Bolzano manca, e che occorre liberare dal traffico anche Merano e Bolzano realizzando la galleria di Monte Tondo.

Ha osservato che si è discusso delle falde acquifere ma che verosimilmente non accadrà nulla finché non arriverà lo studio sulla variante del Talvera, e ha segnalato l’assenza di un progetto per la circonvallazione ovest e il collegamento con la MEBO, nonché la lentezza del progetto areale, fattori che spingono i giovani a lasciare una città percepita come ferma.

Ha proposto anche l’ampliamento della SS12, oggi di fatto usata come circonvallazione.

Locher ha quindi chiesto di sospendere il punto in attesa di chiarimenti dall’assessore entro l’autunno.

L’assessore Daniel Alfreider ha ringraziato per la mozione e ha annunciato uno stanziamento di 200 milioni nel bilancio di previsione dedicato al progetto.

Ha ricordato il dibattito interno alla SVP e l’impegno suo e di Locher per garantirne il finanziamento, spiegando che la fase di progettazione avviata un anno fa ha fatto emergere diverse criticità.

La decisione, ha aggiunto, sarà presa insieme al Comune di Bolzano, agli organi competenti e alla popolazione, richiedendo la collaborazione di tutti.

Ha sottolineato che, come il progetto di Perca, anche questo è prioritario per la Giunta e che serve la forza di portarlo a termine, lanciando un appello per un’ampia maggioranza di sostegno anche a livello comunale.

Locher ha confermato la richiesta di sospensione per approfondire il tema con l’assessore.

Il presidente Angelo Gennaccaro ha quindi dichiarato conclusa la sessione di giugno/luglio.

Il plenum tornerà a riunirsi dal 21 al 23 luglio per l’esame del bilancio di assestamento.

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