Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra, torna a criticare duramente la gestione dei trasporti ferroviari del governo Meloni, puntando il dito contro il ministro Salvini. Secondo l’esponente dell’opposizione, la giornata odierna rappresenta solo l’ennesimo episodio di un sistema che da anni dimostra segnali di profonda crisi.
I dati ufficiali di Trenitalia contradicono la narrazione positiva fornita dall’esecutivo. Nel corso del 2024, le Frecce e gli Intercity hanno registrato il peggior risultato mai rilevato, con l’11,6% delle partenze caratterizzate da ritardi superiori ai 5 minuti. Il ritardo medio si è attestato a 9,8 minuti, un valore che non si registrava dal 2016. Ancora più preoccupante il dato relativo ai treni con oltre un’ora di ritardo in arrivo, che hanno raggiunto il 2,4%, stabilendo un nuovo record negativo.
Anche i treni regionali mostrano performance allarmanti. Nel 2023 hanno toccato il 6,6% di partenze in ritardo, il valore più elevato dal 2015. Bonelli definisce la situazione una vera vergogna, sottolineando che milioni di pendolari, studenti e lavoratori rimangono intrappolati in un sistema ferroviario disorganizzato e inefficiente.
Le critiche si estendono anche alle scelte di politica economica dell’amministrazione. Mentre il ministro evidenzia i “oltre 1.300 cantieri aperti” come un successo, Bonelli osserva che il governo ha azzerato il fondo nazionale per il trasporto rapido di massa e destinato 14 miliardi di euro al Ponte sullo Stretto. Una decisione che rappresenta, secondo il deputato, una mancata modernizzazione del Paese, testimonianza di un ministro maggiormente concentrato su annunci di grande impatto mediatico piuttosto che sulle necessità concrete della cittadinanza.
Bonelli conclude il suo intervento esortando Salvini a dare “un favore al Paese” abbandonando l’incarico e cessando di imporre ai cittadini il peso della propria incapacità gestionale.
