Di Luca Franceschi
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Secondo quanto emerge dalle indagini della commissione Covid, continuano a farsi strada elementi che documenterebbero significativi sprechi di risorse pubbliche durante la gestione dell’emergenza sanitaria da parte degli esecutivi precedenti. L’analisi dei conti porta alla luce dinamiche di spesa che, secondo gli inquirenti, non rispecchierebbero una gestione oculata del denaro dei contribuenti.
Nel corso dell’esame testimoniale di Mauro Bonaretti, consigliere della Corte dei conti che in precedenza ha ricoperto il ruolo di consulente della struttura commissariale, è emerso un dato ritenuto significativo: sarebbe stato il Ministero della Salute a stabilire la quantità di dosi vaccinali da acquisire, fissando il numero in dieci dosi per ogni abitante del paese.
Tale quantitativo rappresenterebbe, secondo l’accusa di cattiva gestione, una spesa sproporzionata rispetto alle effettive necessità. Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia e membro della commissione Covid, sottolinea come questo massiccio dispendio di risorse non avrebbe procurato benefici alla cittadinanza né ai contribuenti italiani.
Malan attribuisce inoltre l’atteggiamento ostruzionistico di talune opposizioni rispetto ai lavori della commissione proprio alla possibilità che vengano alla luce risultanze di questo tipo, ritenute particolarmente scomode per le responsabilità politiche che potrebbero emergere in relazione alla pandemia.
