Di Luca Franceschi
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I capigruppo del Movimento 5 Stelle delle Commissioni Difesa di Camera e Senato, Arnaldo Lomuti e Alessandra Maiorino, hanno sollevato forti preoccupazioni riguardo ai progetti del Ministro della Difesa Guido Crosetto in materia di spese militari.
Secondo quanto denunciato dai rappresentanti pentastellati, il ministro avrebbe raggiunto un accordo con la premier Giorgia Meloni e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti per recuperare nel prossimo anno l’aumento delle spese militari non attuato nel 2024. L’incremento previsto era pari allo 0,15 percento del Pil e verrebbe sommato a quello di analoga entità già programmato per il 2027, portando così l’aumento complessivo allo 0,3 percento.
In termini economici concreti, questo si tradurrebbe in circa 7 miliardi di euro aggiuntivi destinati alla Difesa nella prossima manovra finanziaria che verrà definita in autunno.
Il Movimento 5 Stelle evidenzia come queste risorse vadano principalmente a beneficio dell’industria militare statunitense, come avrebbe confermato candidamente lo stesso Rutte. Il settore della difesa americano starebbe infatti registrando un boom di ordinativi provenienti dall’Europa e dall’Italia. A sostegno di questa tesi, i parlamentari citano l’analisi dell’osservatorio Milex, che documenta oltre 4 miliardi di commesse per armamenti prodotti negli Stati Uniti firmate dal ministro Crosetto.
A questo quadro si aggiunge il previsto aumento del programma F-35, contro il quale il Movimento 5 Stelle annuncia una ferma opposizione parlamentare, promettendo di erigere barricate in Parlamento.
Ulteriori risorse sarebbero necessarie per finanziare la riforma delle forze armate voluta da Crosetto, che prevede l’arruolamento di 40mila soldati in più e l’istituzione di riservisti volontari sul modello della Guardia Nazionale americana. Anche questo progetto viene definito dai rappresentanti del M5S come scriteriato e viene annunciata una ferma opposizione alla sua realizzazione.
