Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Ketty Damante è intervenuta a Palazzo Madama con parole durissime dopo le comunicazioni della ministra Calderone sulla sicurezza sul lavoro. La parlamentare ha sottolineato come l’efficacia dei provvedimenti adottati dal governo negli ultimi anni debba essere misurata attraverso i risultati concreti, che a suo avviso si rivelano fallimentari.
La senatrice ha ricordato la tragedia di Amendolara del 2026, dove quattro braccianti hanno perso la vita mentre rivendicavano un salario e condizioni di lavoro dignitose. Questo episodio dimostra, secondo Damante, che il sistema continua a non garantire protezione ai lavoratori più vulnerabili.
Il riferimento è andato anche al caso di Daouda Diane, scomparso ad Acate quattro anni fa dopo aver denunciato lo sfruttamento nei campi. In uno dei suoi video, Diane affermava: “Qui si muore”. A distanza di quattro anni, quella denuncia resta drammaticamente attuale.
La rappresentante del M5S ha evidenziato come non siano sufficienti conferenze stampa, annunci o decreti se il caporalato continua a prosperare e a mietere vittime. Ha poi denunciato il fatto che quotidianamente in Aula si commemorano i caduti sul lavoro, ma non basta questa prassi per poter affermare che ci sia stata una svolta effettiva.
Damante ha quindi chiesto quale svolta sia stata realizzata, ricordando che dal 2022 al 2026 il Paese ha assistito a tragedie indegne di una nazione civile come l’Italia. La politica, secondo la senatrice, deve avere l’onestà di ammettere ciò che non ha funzionato e assumersi fino in fondo le proprie responsabilità.
Le comunità colpite da queste tragedie, i familiari delle vittime e tutti i lavoratori onesti meritano molto più di una narrazione autocelebrativa. Hanno diritto a uno Stato capace di prevenire, controllare e intervenire prima che sia troppo tardi.
La senatrice ha concluso il suo intervento affermando che finché si continuerà a contare morti e sfruttamento nei campi, nessuno potrà parlare di svolta nella tutela della sicurezza sul lavoro.
