Di Luca Franceschi
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Una giustizia “ad orologeria” avrebbe salvato Domenico Arcuri e i venditori di mascherine fornite al governo attraverso consorzi cinesi. È quanto emerge dall’inchiesta condotta da Panorama e dal quotidiano La Verità, secondo la quale la lentezza della Procura di Roma nell’esercizio dell’incidente probatorio avrebbe determinato la decadenza delle accuse di influenze e frode in pubbliche forniture relative agli 800 milioni di dispositivi di protezione forniti da tre consorzi cinesi al nostro governo.
L’analisi della vicenda rivela inoltre un aspetto particolarmente delicato: nel 2020 Arcuri, già indagato per corruzione, si mise a disposizione del Procuratore di Roma fornendo tutti i chiarimenti ritenuti necessari, per poi vedere la propria posizione archiviata soli nove giorni dopo.
Secondo il senatore di Fratelli d’Italia Ignazio Zullo, componente della Commissione Covid, questi elementi testimoniano l’importanza dei lavori della Commissione stessa. “Chi ancora contesta il lavoro svolto dalla Commissione Covid farebbe bene a rendersi conto che è quanto mai importante fare chiarezza su queste vicende e proseguire nelle indagini di un filone che ha bisogno di essere sviscerato in tutte le sue diramazioni”, dichiara il parlamentare.
