Di Luca Franceschi
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La senatrice Mariolina Castellone, vice presidente del Senato ed esponente del Movimento 5 Stelle, è intervenuta sul tema della gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata, sottolineando l’importanza di aggiornare la normativa vigente per garantire una migliore valorizzazione di questo patrimonio.
Durante il suo intervento al convegno sulla presentazione del rapporto Eurispes “Dal male al bene: come trasformare i patrimoni sequestrati alle mafie. Analisi, stime e prospettive”, tenutosi a Palazzo Giustiniani, la senatrice ha ricordato il contributo fondamentale di chi ha creduto nella legge Rognoni-La Torre.
Castellone ha evidenziato come servitori dello Stato del calibro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino abbiano compreso appieno la portata di questa normativa, intuendo che il modo più efficace per combattere le organizzazioni criminali fosse colpirle nel patrimonio economico, sottraendo loro denaro, imprese e ricchezze accumulate illecitamente.
La vice presidente di Palazzo Madama ha poi fatto riferimento al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ha dato nuovo impulso alla riqualificazione e valorizzazione dei beni confiscati, destinandoli a importanti finalità sociali. Come esempio virtuoso ha citato la villa di Giugliano, un tempo proprietà del boss Michele Zagaria, arrestato dall’attuale parlamentare Federico Cafiero De Raho. Oggi quella struttura è diventata uno spazio pubblico dedicato alla memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo.
Tuttavia, la senatrice non ha nascosto le criticità che il sistema italiano incontra nella gestione di questi patrimoni confiscati. In particolare ha posto l’attenzione sul problema delle imprese che, una volta passate sotto la gestione pubblica, finiscono per fallire, lasciando numerosi lavoratori senza occupazione.
Per questo motivo Castellone ha espresso condivisione verso la proposta avanzata dal presidente di Eurispes, Gian Maria Fara, che prevede la costituzione di un fondo nazionale permanente specificamente destinato alla valorizzazione dei beni confiscati alle organizzazioni mafiose, strumento che potrebbe rappresentare una soluzione concreta alle difficoltà attuali.
