Di Luca Franceschi
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Il Consiglio Oleicolo Internazionale ha adottato una decisione che assume particolare rilievo per il settore agricolo italiano e, in particolare, per la Puglia. Durante la 123ª Sessione plenaria, l’organismo internazionale ha stabilizzato a 800 mg/kg il limite minimo del contenuto totale di steroli negli oli extravergine monovarietali ottenuti dalle cultivar Coratina e Nocellara del Belice. Si tratta di una conquista che riconosce le caratteristiche naturali delle varietà di olive italiane come elementi costitutivi dell’identità e della qualità delle produzioni nazionali, piuttosto che come anomalie da correggere.
La normativa precedente prevedeva una soglia minima generale di 1.000 mg/kg di steroli totali per gli oli vergini ed extravergini di oliva. Tuttavia, le ricerche condotte nel corso degli anni hanno messo in evidenza che la Coratina, principalmente a causa delle proprie peculiarità genetiche, presenta naturalmente un contenuto di steroli inferiore rispetto a questa soglia. Un’indagine su 317 campioni di olio provenienti da diverse cultivar e raccolti tra il 2016 e il 2022 ha documentato per la Coratina un contenuto medio di steroli di 940,1 mg/kg. Questa situazione comportava il rischio che oli perfettamente genuini risultassero non conformi a parametri di purezza e autenticità, benché questi standard fossero stati originariamente introdotti per individuare adulterazioni e miscele con altri oli vegetali, senza considerare le specificità naturali di singole varietà.
La stabilizzazione del nuovo limite rappresenta il superamento della precedente soluzione temporanea e consente di allineare la normativa internazionale alle evidenze scientifiche e alla realtà della produzione agricola locale. Questa modifica protegge gli olivicoltori, i frantoiani e le imprese olearie, prevenendo conseguenze commerciali e reputazionali ingiustificate per una delle cultivar più rappresentative della Puglia.
Il risultato è frutto di un lavoro istituzionale condotto a livello nazionale e internazionale, che ha visto il coinvolgimento del Ministero dell’Agricoltura, dell’ICQRF e della delegazione italiana di esperti chimici nel sostenere le ragioni scientifiche e produttive dell’Italia presso le sedi competenti. L’approccio adottato evidenzia come la tutela della qualità non possa limitarsi all’applicazione meccanica di parametri burocratici, ma debba radicarsi nella conoscenza profonda delle produzioni e delle caratteristiche territoriali.
Questo provvedimento si inserisce nella più ampia strategia del Governo per rivitalizzare il settore dell’olivicoltura italiana e pugliese. In precedenza, era stato stanziato un finanziamento di 30 milioni di euro per sostenere le imprese agricole pugliesi danneggiate dalla Xylella, mediante interventi destinati ai reimpianti. Il comparto olivicolo attende ora l’approvazione definitiva del disegno di legge Coltiva Italia, già vagliato positivamente dalla Commissione Agricoltura della Camera. Il provvedimento prevede l’allocazione di 300 milioni di euro per il Piano Olivicolo Nazionale, volti a supportare il reimpianto degli oliveti, il recupero della capacità produttiva delle aziende agricole, l’innovazione tecnologica e il consolidamento di una filiera strategica per l’agricoltura italiana e per l’economia regionale pugliese.
