Di Luca Franceschi
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Carolina Varchi, parlamentare di Fratelli d’Italia e prima firmataria della legge italiana che ha reso la maternità surrogata reato universale, ha espresso soddisfazione per l’iniziativa promossa a Ginevra dall’Italia e dalla Santa Sede volta a ottenere una moratoria internazionale sulla pratica della maternità surrogata. Si tratta di un’azione rilevante che mira ad affermare su scala globale un principio elementare ma cruciale: il rifiuto netto di strumentalizzare le donne e i bambini.
Con l’approvazione della normativa italiana, il nostro paese ha tracciato un percorso innovativo che sta riscuotendo sempre maggiore considerazione nella comunità internazionale. La proposta di una moratoria su scala mondiale evidenzia come l’Italia sia in prima linea nel contrastare una pratica che viola profondamente la dignità umana e comporta il rischio concreto di trasformare il corpo delle donne in una merce, riducendo l’esistenza stessa a semplice bene di consumo.
Secondo la parlamentare, la dignità umana non può essere sottoposta a contrattazione, così come la maternità non può trasformarsi in uno strumento di sfruttamento né i figli possono diventare oggetti da commerciare. L’impegno futuro rimane quello di proseguire per assicurare che la protezione delle donne e dei minori venga riconosciuta e tutelata su piano internazionale. Questo impegno si fonda sulla convinzione che non debba essere lecito speculare sul corpo di donne che versano in difficoltà economiche e che la vita umana non possa essere messa in vendita.
