Di Luca Franceschi
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Il senatore Gianni Berrino, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Giustizia e componente della commissione Vigilanza Rai, interviene criticamente sulla presenza mediatica di Matteo Renzi. Secondo Berrino, ascoltare quotidianamente l’ex premier dispensare lezioni all’esecutivo Meloni, indicare strategie politiche e suggerire alleanze risulta quanto meno sconcertante, considerato il peso politico attualmente espresso dal suo partito.
Berrino evidenzia che Renzi, nonostante avesse promesso il ritiro dalla politica in caso di sconfitta al referendum costituzionale del 2016, continua da dieci anni a occupare lo spazio del dibattito pubblico con una frequenza televisiva che appare completamente sproporzionata rispetto al consenso elettorale ottenuto dalla sua formazione politica.
Il capogruppo di FdI ironizza sul fatto che Renzi accusi il governo di controllare eccessivamente i media attraverso quella che definisce “TeleMeloni”, mentre il leader di Italia Viva trascorrerebbe più tempo negli studi televisivi che a contatto con i cittadini e i territori. Secondo Berrino, Renzi continuerebbe a pontificare su questioni nazionali e internazionali come se rappresentasse ancora un punto di riferimento fondamentale della vita pubblica italiana, ignorando che gli elettori hanno da tempo ridimensionato l’importanza del suo progetto politico.
Berrino solleva inoltre la questione relativa all’astio costante e all’ossessione manifestati da Renzi verso la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, suggerendo che questa ostilità potrebbe essere alimentata dall’assenza delle condizioni che in precedenza gli hanno permesso di sviluppare rapporti e attività di consulenza internazionale particolarmente redditizie.
Concludendo, Berrino sostiene che gli italiani richiedono serietà, coerenza e rispetto della volontà popolare, auspicando meno lezioni dai salotti televisivi e maggiore considerazione per chi ha ricevuto un mandato chiaro dagli elettori.
