Di Luca Franceschi
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Il deputato sardo del Movimento 5 Stelle Mario Perantoni interviene con fermezza sulla questione sanitaria in Sardegna, rispondendo alle accuse provenienti dal centrodestra e in particolare dall’avvocato Pietro Pittalis.
Da un professionista del diritto ci si aspetterebbe la capacità di distinguere tra un parere istruttorio e una decisione definitiva del Consiglio di Stato. Invece Pittalis ha costruito un intero attacco politico basandosi su una sentenza che in realtà non esiste e su effetti che non si sono mai prodotti.
La Regione Sardegna ha già fornito i dovuti chiarimenti: non esiste alcuna decisione del Consiglio di Stato, non è stato disposto alcun reintegro e non si è verificata alcuna decadenza degli attuali direttori generali. Quello che esiste è semplicemente un parere istruttorio che sarà successivamente valutato dal Collegio giudicante.
Trasformare questo parere in una sentenza definitiva può forse servire alla propaganda politica, ma certamente non aiuta a comprendere quale sia la realtà effettiva dei fatti.
Risulta particolarmente sorprendente che Pittalis parli di caos e fallimenti senza dedicare nemmeno una parola ai problemi che il centrodestra ha lasciato in eredità alla sanità sarda dopo anni di governo. Le liste d’attesa infinite, la grave carenza di personale, le difficoltà della medicina territoriale e i servizi insufficienti non sono problemi emersi negli ultimi mesi.
La verità è che la Regione sta affrontando nodi cruciali rimasti irrisolti per anni e lo sta facendo attraverso una riforma che punta a rendere il sistema sanitario più efficiente e più vicino alle reali esigenze dei cittadini.
Nel frattempo prosegue il lavoro concreto per ridurre le liste d’attesa, rafforzare gli organici e migliorare i servizi sul territorio. Pittalis continua a parlare di poltrone. Il Movimento 5 Stelle preferisce parlare di sanità, di cure e di risposte concrete ai cittadini. È una differenza sostanziale che i sardi conoscono molto bene.
