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PAB – PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO * «LA RETE PER LA TUTELA DEI MINORI NELLE STRUTTURE DI ASSISTENZA ALL’INFANZIA»

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11.35 - giovedì 11 giugno 2026

In Alto Adige prosegue il lavoro di approfondimento sulla tutela dei minori nelle strutture di assistenza alla prima infanzia. A questo proposito, l’Agenzia per la famiglia ha organizzato il 10 giugno un incontro di rete dedicato al tema, al quale hanno partecipato operatrici e operatori pedagogici, esperte ed esperti dei settori pedagogico, sociale e giudiziario. L’occasione è servita per discutere questioni centrali relative alla tutela dei minori nell’assistenza alla prima infanzia, con focus particolare sulla qualità dell’assistenza, sull’osservazione attenta e sull’intervento in caso di pericolo per il bambino o la bambina, nonché sulla collaborazione tra i servizi coinvolti.

L’assessora provinciale alla Famiglia Rosmarie Pamer ha sottolineato l’importanza della tutela dei minori. “I bambini e le bambine, in particolare nei primi anni di vita, sono una parte particolarmente vulnerabile della nostra società. La loro tutela è un compito comune e ha la massima priorità”, ha affermato. Un’assistenza alla prima infanzia affidabile e di alta qualità costituisce una base essenziale per proteggere i bambini e sostenere le famiglie nella conciliazione tra vita familiare e lavoro.

Negli ultimi anni la provincia ha continuamente ampliato l’offerta di assistenza alla prima infanzia, dagli asili nido alle microstrutture, fino al servizio di assistenza domiciliare all’infanzia. Parallelamente, viene data particolare importanza alla garanzia e all’ulteriore sviluppo della qualità. Il benessere del bambino è sancito come principio fondamentale nel quadro giuridico.

Uno strumento essenziale per la tutela dei minori è il Piano di tutela dell’infanzia. Ogni struttura di assistenza alla prima infanzia in Alto Adige dispone già di linee guida che forniscono orientamento al personale specializzato e consentono un approccio strutturato in caso di sospetto pericolo per il benessere del bambino. L’obiettivo è riconoscere i rischi in fase precoce e agire rapidamente e in modo coordinato nell’interesse del bambino.

“I servizi di assistenza alla prima infanzia sono luoghi sicuri per i bambini e le bambine. È fondamentale che gli operatori e le operatrici siano ben collegati in rete, si assumano le proprie responsabilità e, in caso di necessità, siano in grado di reagire con competenza”, ha evidenziato Monika Conrater, direttrice dell’Agenzia per la famiglia. Lo scambio professionale e la formazione continua sono presupposti fondamentali a tal fine.

Durante il convegno sono stati affrontati temi concreti. Cristina Tomio, accompagnatrice pedagogica della Cooperativa Sociale “Coccinella”, ha approfondito il comportamento lesivo del personale educativo. Francesca Marangoni, pedagogista presso l’Azienda Servizi Sociali di Bolzano, ha illustrato la trascuratezza emotiva e il suo impatto sui bambini e sulle bambine. Barbara Ruzzon ha fornito una panoramica delle attività del Garante per l’infanzia e l’adolescenza, importante punto di riferimento diretto per bambini e adolescenti.

Benno Baumgartner, che fino a poco tempo fa si era impegnato a favore della tutela dei minori in qualità di giudice presso il Tribunale per i minorenni di Bolzano, ha suggerito che qualora gli operatori pedagogici nelle strutture di assistenza alla prima infanzia dovessero osservare un caso di trascuratezza o addirittura di pericolo per il bambino, la direzione dovrebbe segnalarlo ai servizi sociali o al Tribunale per i minorenni.

Gli interventi hanno fornito spunti pratici e rafforzato la sicurezza operativa dei partecipanti. Un altro punto centrale è stato il collegamento in rete dei diversi attori e attrici. La collaborazione tra operatori pedagogici, servizi sociali e altre istituzioni è infatti fondamentale per proteggere al meglio i bambini e le bambine e offrire loro spazi sicuri per lo sviluppo.

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