Di Luca Franceschi
///
La deputata Marianna Ricciardi, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali, è intervenuta duramente in Aula alla Camera contro le recenti scelte del Governo in materia sanitaria, sottolineando una clamorosa contraddizione rispetto alle posizioni espresse in passato dalla premier Giorgia Meloni.
L’esponente pentastellata ha ricordato le parole pronunciate dalla presidente del Consiglio quando sedeva tra i banchi dell’opposizione: “Non è vero che gli immigrati fanno lavori che gli italiani non vogliono più fare. È vero che li fanno a condizioni che gli italiani non sono più disposti ad accettare”.
Proprio partendo da questa affermazione, Ricciardi ha posto una domanda diretta all’esecutivo: perché oggi il Governo introduce norme che consentono l’esercizio delle professioni sanitarie senza le normali procedure di riconoscimento dei titoli conseguiti all’estero? Invece di aumentare i salari, valorizzare le competenze professionali, migliorare le condizioni di lavoro e fermare la fuga di professionisti che abbandonano il Servizio sanitario nazionale, si preferisce cercare personale all’estero.
Secondo la capogruppo M5S, questa non è la strada giusta per rafforzare la sanità italiana. La norma rappresenta l’ammissione che il Governo non è riuscito a rendere attrattivo il SSN per chi vive, studia e lavora nel nostro Paese.
La carenza di infermieri, ha sottolineato Ricciardi, si risolve pagando meglio chi lavora negli ospedali, migliorando le condizioni di lavoro, investendo nella formazione e restituendo dignità a professioni fondamentali per il diritto alla salute dei cittadini.
La scelta del Governo è stata definita non solo sbagliata e miope, ma profondamente contraddittoria rispetto alle parole che la premier pronunciava quando era all’opposizione. Se davvero, come affermava Meloni, gli immigrati sono disposti a fare lavori che gli italiani non sono più disposti a svolgere perché non accettano quelle condizioni, allora bisogna concludere che gli ospedali stanno diventando i nuovi campi di pomodori.
L’accusa è chiara: il Governo non vuole pagare adeguatamente i professionisti della sanità e cerca manodopera più disponibile ad accettare condizioni contrattuali sfavorevoli. Una logica che il Movimento 5 Stelle respinge con fermezza.
La posizione dei pentastellati è netta: medici, infermieri e operatori socio-sanitari, italiani e stranieri, meritano rispetto, tutele e retribuzioni adeguate. Non si può accettare che vengano trattati come lavoratori di serie B.
Ricciardi ha inoltre evidenziato un aspetto che definisce assurdo: far lavorare personale sanitario senza seguire l’iter regolare di riconoscimento del titolo di studio può essere pericoloso. Come ci si può assicurare che il personale sia adeguatamente preparato e che non ci siano barriere linguistiche che possano compromettere la qualità dell’assistenza?
La capogruppo M5S ha concluso il suo intervento trovando inconcepibile che un Governo che denunciava il dumping sociale in agricoltura finisca oggi per applicare la stessa logica quando è in ballo la salute dei cittadini.
