Di Luca Franceschi
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Giuseppe Conte continua a minacciare azioni legali contro coloro che sollevano questioni emerse dall’inchiesta parlamentare sulla gestione dell’emergenza Covid. Una posizione che alimenta il dubbio tra gli italiani, secondo quanto sostiene Cristina Almici di Fratelli d’Italia. Se davvero non ci fosse nulla da nascondere, si chiede l’esponente della destra, perché non permettere un accertamento completo e trasparente delle vicende? Da più di seicento giorni l’ex presidente del Consiglio non viene ascoltato dalla Commissione, nonostante ne continui a far parte ufficialmente.
Questa situazione consente a Conte di bloccare di fatto l’approfondimento diretto del suo operato rispetto a episodi segnalati da testimonianze, ricostruzioni stampa e documenti già acquisiti. Appare particolarmente incongruente, sottolinea Almici, che Conte minacci querele contro chi pone domande o richiama articoli giornalistici, mentre non risultano iniziative analoghe nei confronti di soggetti che avrebbero presumibilmente utilizzato il suo nome nelle relazioni commerciali con imprese e fornitori durante la pandemia.
Rimangono ancora da chiarire i rapporti fra l’ex premier e la struttura commissariale diretta da Domenico Arcuri. Analogamente, attendono approfondimento gli elementi emersi in relazione allo studio del professor Guido Alpa. In particolare, occorre comprendere le ragioni dietro il versamento di consulenze e compensi di entità considerevole, quale sia stato il loro effettivo contenuto e se tutto si sia concretizzato nel pieno interesse pubblico.
La Commissione parlamentare ha il compito di accertare i fatti, non di occultarli, ribadisce Almici. Per questo motivo rivendica collaborazione anziché polemiche, risposte concrete anziché minacce. Gli italiani hanno sopportato sacrifici ingenti durante la crisi sanitaria, perdendo persone care, occupazione e serenità. Meritano rispetto, trasparenza e verità. Chiunque abbia ricoperto responsabilità istituzionali in quel periodo ha l’obbligo di contribuire a fare completa luce sugli accadimenti, non di evitare il confronto.
