Di Luca Franceschi
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Le lavoratrici e i lavoratori della cultura scioperano per dire basta a un sistema fatto di precarietà, sottofinanziamento e sfruttamento. Un grido che nasce da una verità semplice: la cultura in Italia viene costantemente penalizzata nei bilanci pubblici, mentre diventa terreno di gestione politica e clientelare quando si tratta di nomine nei consigli di amministrazione.
Il Governo Meloni continua a tagliare risorse ai musei, alle biblioteche, agli archivi, ai lavoratori dello spettacolo e della produzione culturale, alle fondazioni liriche, ma non ha mai problemi a trovare spazio quando si tratta di piazzare amici, fedelissimi e parenti nei posti di potere.
Il Movimento 5 Stelle sarà al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori in sciopero, per chiedere più risorse, più stabilità e più dignità per chi tiene in vita ogni giorno il patrimonio culturale del Paese.
Venerdì 12 giugno il M5S sarà presente a Roma, a Largo Torre Argentina, per portare questa battaglia dentro la piazza e dentro il dibattito pubblico.
Senza cultura non c’è crescita, ma senza rispetto per chi la lavora non c’è nemmeno futuro. Lo ha dichiarato il capogruppo M5S al Senato Luca Pirondini, annunciando il pieno sostegno del movimento allo sciopero indetto per il 12 giugno.
