(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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CORTE DEI CONTI, NON PASSA IL CANDIDATO DEL PRESIDENTE PAT.
La seduta pomeridiana del Consiglio provinciale di Trento ha occupato lungo tempo sul punto della designazione di un componente della sezione di controllo della Corte dei conti avente sede a Trento. La scelta del presidente Pat Maurizio Fugatti di far propria l’autocandidatura di Lorenzo Bertoli, direttore generale di Cassa del Trentino spa, ha subito portato a ripetute sospensioni dei lavori, riunioni dei capigruppo e confronti interni a maggioranza e minoranza. Il nome è stato reso noto alle opposizioni stamane e si è aggiunto a quello di Barbara Balsamo (avvocata cassazionista), candidata invece già due mesi fa dal consigliere Patt Walter Kaswalder.
Alla conta finale (con scrutinio segreto), questo è stato l’esito: 16 voti per Balsamo (designata), 15 voti per Bertoli (non designato), 3 schede bianche.
Prima delle operazioni di voto, a esplicitare le forti perplessità in aula sul nome di Bertoli è stato per primo il garante delle minoranze Francesco Valduga: non va bene che un controllato dalla Corte dei Conti (in quanto dirigente di spa pubblica) diventi controllore. Più duro ed esplicito Filippo Degasperi: pensavo fosse uno scherzo – ha affermato – perché è difficile trovare persona più inadatta a questo ruolo, considerato che a Bertoli potrebbe fare capo un buco milionario per le casse pubbliche, legato all’acquisto di prodotti finanziari derivati con denaro pubblico.
Ha poi anche preso in giro i trentini – questo il giudizio di Degasperi – cercando di far passare l’idea che l’acquisto di prodotti finanziari derivati avrebbe fatto risparmiare la Provincia. La Corte dei Conti, proprio la sezione di controllo, ha severamente rilevato che i derivati in portafogli già nel 2020 avevano provocato gravi perdite. Nel 2029 l’operazione derivati sarà conclusa con tutti i suoi danni e la Corte dei Conti potrà a quel punto rilevare le responsabilità contabili.
Dai banchi di maggioranza è intervenuto con altrettanta durezza Walter Kaswalder: per me apprendere la scelta del candidato è stato peggio di un pugno nello stomaco, questa candidatura è inaccettabile e io non la avallo, chiedo al presidente Fugatti le ragioni di questa scelta incomprensibile e se non c’era in Trentino un’altra figura preparata da mandare avanti. Chiedo ai colleghi di maggioranza un sussulto di dignità e un voto per Bergamo, candidatura che non ritiro.
Alessio Manica ha condiviso “imbarazzo e amarezza”: dopo la recente nomina del nuovo giudice del Tar, siamo alla seconda volta – ha detto il capogruppo dem – in cui il presidente Fugatti sceglie figure di garanzia senza ricercare un’intesa larga, trasversale e con le opposizioni.
Degasperi ha rilanciato l’appello di Kaswalder ai consiglieri di maggioranza perché non avallino una scelta irricevibile.
Il Consiglio provinciale ha poi rinviato le nomine di un magistrato per il Tar di Trento e la sostituzione del neosindaco di Luserna Matteo Nicolussi Castellan come componente dell’Autorità per le minoranze linguistiche.
L’aula è infine passata all’esame del ddl Zanotelli sull’esenzione Imis per le cooperative sociali, testo approvato. Sul punto vedi nota allegata.
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Scaduto a fine 2025, lo ripristina la norma approvata nel pomeriggio
Riecco l’esenzione Imis per le cooperative sociali
Il Consiglio provinciale di Trento ha approvato oggi pomeriggio all’unanimità (29 favorevoli) il disegno di legge 83/XVII, con cui l’assessora Giulia Zanotelli ha promosso anzitutto la reiterazione di un’agevolazione fiscale a beneficio delle cooperative sociali. Il testo era stato presentato il 21 aprile scorso e con esso si ripristina l’esenzione Imis per gli immobili posseduti dalle cooperative sociali convenzionate con Pat, enti locali o aziende sanitarie pubbliche. Si deve trattare di immobili utilizzati per attività vuoi assistenziali, previdenziali, sanitarie , didattiche, ricettive, di ricerca scientifica, culturali, ricreative o sportive. L’esenzione era scaduta il 31.12.2025 per effetto del nuovo ordinamento tributario del Terzo Settore.
Il secondo articolo del testo introduce invece la cumulabilità dell’indennità di carica per i vertici di Egato, il consorzio per la chiusura del ciclo dei rifiuti.
Francesco Valduga: siamo d’accordo su entrambi gli articoli del disegno di legge. Dico una cosa su Egàto: è trascorso un anno e non è stato ancora delineato bene il perimetro di quel che questo consorzio sarà chiamato a fare. Non consta che via sia uno studio approfondito in merito.
Giulia Zanotelli ha replicato che lo studio verrà fornito in tempi brevi all’assemblea di Egàto, posto che le slide fin qui rese pubbliche hanno già fornito molti elementi di giudizio e valutazione.
