Di Luca Franceschi
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La visita di Reza Pahlavi a Roma, accolta con entusiasmo dalla destra italiana, rappresenta un’offesa nei confronti della popolazione iraniana che continua a subire i bombardamenti e dell’opposizione democratica del paese. Secondo quanto dichiarato da Maurizio Acerbo, segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista, Pahlavi agisce come fantoccio degli interessi di Trump e Netanyahu.
Acerbo sottolinea come Pahlavi sia l’unico esponente della diaspora iraniana a sostenere pubblicamente l’aggressione militare illegale condotta da Stati Uniti e Israele, i quali lo finanziano attivamente e hanno creato strutture mediatiche che gli permettono di diffondere propaganda rivolte alla popolazione iraniana.
Il leader comunista evidenzia come questa accoglienza confermi ulteriormente l’allineamento della destra italiana con gli interessi di Trump e Netanyahu. Pahlavi è ricordato come il figlio dello Shah, il sovrano responsabile di una dittatura sanguinaria che fu imposta al paese attraverso un golpe orchestrato nel 1953 da Gran Bretagna e Stati Uniti.
Secondo Acerbo, Washington e Tel Aviv starebbero tentando di replicare quella operazione di regime change, cercando di destabilizzare l’attuale governo iraniano attraverso l’appoggio all’erede della precedente dittatura.
Il Partito della Rifondazione Comunista si unisce alla voce delle donne iraniane democratiche nel condannare fermamente il fatto che l’erede di una dittatura sia stato ricevuto all’interno del parlamento italiano.
