(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Costi del calore negli alloggi ITEA, Biada (FdI) chiede verifiche e trasparenza sugli aumenti. Nel corso della seduta odierna del Consiglio provinciale, ho interrogato la Giunta per chiedere se fosse a conoscenza dei rilevanti aumenti delle spese per la gestione del calore registrati in alcuni edifici ITEA e se intendesse verificare l’effettiva diffusione del fenomeno all’interno del patrimonio abitativo provinciale, accertandone le cause e garantendo la massima trasparenza nella determinazione dei costi. L’interrogazione prendeva spunto dal caso di un condominio ITEA nel comune di Peio, dove gli inquilini hanno segnalato un incremento del 68,6% delle spese tra il 2023 e il 2024, oltre ad analoghe segnalazioni provenienti da altri complessi residenziali della provincia.
Nella risposta, l’Assessore provinciale Marchiori ha spiegato che il passaggio al nuovo servizio integrato energia, affidato tramite convenzione CONSIP a seguito della scadenza del precedente contratto, ha comportato un aggiornamento delle condizioni economiche rispetto a tariffe riferite al un bando risalente al 2012. L’Assessore ha inoltre evidenziato come gli aumenti siano stati influenzati dall’andamento del mercato energetico e dai consumi effettivi registrati nei singoli edifici.
Particolarmente significativo il fatto che, a seguito di ulteriori verifiche sul caso del condominio di Peio, siano state individuate alcune anomalie nei valori utilizzati per il calcolo dei costi. Tali verifiche porteranno a una rettifica del conguaglio relativo alla stagione 2023-2024, con una riduzione media stimata di circa 275 euro annui per alloggio.
In fase di replica ho evidenziato come il tema si presenti ormai con frequenza crescente. I dati raccolti mostrano infatti aumenti molto rilevanti in diversi condomini ITEA, con incrementi, riportati sulla stampa locale, che in alcuni casi hanno raggiunto il 200% nel 2022 e ulteriori rincari fino al 100% nel 2024, interessando complessivamente 1.275 famiglie. Anche considerando i dati medi, tra il 2020 e il 2026 si registrano aumenti che partono dal 20% e che in alcuni casi superano il 100%.
Ho inoltre sottolineato che tali incrementi appaiono difficilmente compatibili con quelli normalmente riscontrabili negli edifici privati e che, proprio per questo motivo, la situazione merita un costante monitoraggio e la massima trasparenza nei confronti degli inquilini.
Auspico che l’attenzione su questa problematica rimanga alta anche perché parliamo di persone e famiglie che spesso vivono in condizioni economiche fragili e che non possono essere lasciate sole di fronte ad aumenti esorbitanti delle spese di gestione dell’abitazione.
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Cons. Daniele Biada
Presidente Gruppo Consiliare Fratelli d’Italia
