Di Luca Franceschi
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Il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura alla Camera, Alessandro Amorese, interviene sulla questione della “Madonna col Bambino” del Trecento, trafugata all’estero, per chiarire le responsabilità politiche della vicenda. Secondo Amorese, nonostante gli attuali tentativi di scaricare le colpe, è necessario fare chiarezza su chi realmente abbia causato la perdita dell’opera d’arte.
L’errore affonda le proprie radici in un grave sbaglio amministrativo commesso nel 2020, durante la gestione del Ministero della Cultura sotto la guida di Dario Franceschini. A causa di una errata catalogazione, il dipinto venne classificato come un’opera ottocentesca di modesto valore, ricevendo così l’autorizzazione all’esportazione verso la Svizzera.
Solo nel 2022 è emersa la reale natura del capolavoro. Sotto la guida del ministro Sangiuliano, nel corso del governo Meloni, è stato compiuto il tentativo di recuperare l’opera attraverso l’annullamento in autotutela del provvedimento. Tuttavia, il Consiglio di Stato ha ritenuto l’intervento tardivo rispetto ai termini previsti dalla normativa vigente.
Amorese sottolinea come l’errore originario del 2020 abbia compromesso in modo irreversibile la possibilità di tutelare il bene culturale, rendendo di fatto impossibile il suo recupero e determinandone la permanenza all’estero. Una grossa perdita per l’Italia, secondo il capogruppo, che attribuisce la responsabilità all’amministrazione precedente a guida del Partito Democratico.
