Di Luca Franceschi
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Le opposizioni hanno abbandonato i lavori della Commissione d’inchiesta sul Covid denunciando gravi irregolarità procedurali da parte di Fratelli d’Italia. Secondo i rappresentanti di minoranza, il presidente della Commissione Lisei, senatore del partito della premier Meloni, avrebbe delegato alcuni consulenti della Commissione a svolgere interrogatori di comuni cittadini all’interno di un commissariato di polizia.
Di fronte a quella che viene definita come il superamento di una “linea rossa”, i capigruppo delle opposizioni hanno inviato una lettera ai Presidenti di Camera e Senato chiedendo la cancellazione dell’audizione prevista per la giornata odierna, ma non hanno ricevuto alcuna risposta.
Quando i parlamentari di minoranza hanno sollevato le loro proteste, Fratelli d’Italia ha replicato sostenendo che la delega sarebbe stata deliberata in un Ufficio di Presidenza della stessa Commissione. Tuttavia, secondo le opposizioni, questo non corrisponde alla realtà dei fatti: in Ufficio di Presidenza non si sarebbe mai tenuta alcuna votazione su una simile delega a soggetti esterni.
Le opposizioni sottolineano come l’attività dei parlamentari non sia delegabile per sua natura e di conseguenza considerano sia la delega che le attività svolte in base ad essa come nulle e illegittime.
Per tutte queste ragioni, i rappresentanti di PD, M5S, AVS e Italia Viva hanno abbandonato i lavori della Commissione e hanno chiesto le dimissioni del presidente Lisei. Secondo le opposizioni, Lisei si sarebbe dimostrato incapace di svolgere il suo ruolo di garanzia, con l’intenzione di trasformare l’inchiesta in un processo politico contro chi ha governato il Paese durante la pandemia.
I gruppi di opposizione hanno annunciato che torneranno a occuparsi degli interrogatori ottenuti con queste modalità considerate illegittime soltanto quando i presidenti di Camera e Senato riporteranno la Commissione parlamentare d’inchiesta all’interno dei binari della legalità e della Costituzione.
