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COPPOLA (CONSIGLIO PAT – AVS) * NUCLEARE: «SCELTA SBAGLIATA E CONTRO LA VOLONTÀ DEGLI ITALIANI»

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13.57 - venerdì 5 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nucleare: scelta sbagliata e contro la volontà degli italiani. La Camera dei Deputati ha approvato la legge delega che affida al Governo il compito di disciplinare, entro un anno, la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile, la ricerca sulla fusione e la gestione dei rifiuti radioattivi.

Si tratta di una scelta che giudico profondamente sbagliata e che riporta l’Italia verso un modello energetico del passato, ignorando la volontà espressa in modo inequivocabile dai cittadini italiani attraverso due referendum nazionali, nel 1987 e nel 2011.

Mentre molti Paesi stanno ridimensionando il ruolo del nucleare e investono con decisione nelle energie rinnovabili, il Governo italiano sceglie di riaprire una strada che si è già dimostrata problematica sotto il profilo economico, ambientale e democratico.

Particolarmente preoccupante è il riferimento ai cosiddetti mini-reattori modulari. Ad oggi si tratta prevalentemente di prototipi. Le poche esperienze concrete, in Cina e in Russia, non hanno rappresentato il successo annunciato, mentre diversi progetti internazionali sono stati sospesi o ridimensionati a causa dell’esplosione dei costi. Scommettere risorse pubbliche su una tecnologia ancora incerta significa assumersi rischi elevati senza alcuna garanzia di risultati.

L’energia nucleare resta una delle fonti energetiche più costose se si considerano i costi di progettazione, costruzione, gestione e smantellamento degli impianti. A ciò si aggiungono le problematiche legate alla sicurezza, con le tragedie umane e ambientali di Cernobyl e Fukushima, e alla gestione delle scorie radioattive, che rimangono pericolose per migliaia di anni e per le quali non esiste ancora una soluzione definitiva e universalmente condivisa.

L’Italia, inoltre, continua a confrontarsi con il problema dello smaltimento dei rifiuti radioattivi prodotti in passato e, a quasi quarant’anni dal referendum che decretò l’uscita dal nucleare, non ha ancora individuato una soluzione definitiva per il deposito nazionale.

Anche dal punto di vista economico il nucleare si è rivelato un fallimento in diversi Paesi. Il reattore di Flamanville, in Francia, è passato da una previsione iniziale di 3,3 miliardi di euro a oltre 19 miliardi. Negli Stati Uniti, il progetto di Vogtle ha visto i costi crescere da circa 9 a oltre 30 miliardi di dollari, mentre nel Regno Unito il progetto di Hinkley Point C è lievitato da 18 a circa 46 miliardi di sterline.

Avviare oggi un programma nucleare significa impegnare enormi risorse pubbliche per impianti che entreranno in funzione solo tra molti anni, sottraendo investimenti alle soluzioni già disponibili e necessarie per affrontare la crisi climatica.

La vera alternativa esiste ed è rappresentata dalle fonti rinnovabili, dall’efficienza energetica, dall’accumulo e dalle reti intelligenti. È su queste tecnologie che occorre concentrare gli investimenti per garantire energia pulita, sicura e accessibile, accompagnando la transizione ecologica senza inseguire modelli superati.

Per queste ragioni ribadisco la nostra netta contrarietà al ritorno del nucleare in Italia e chiediamo al Senato di respingere una legge che contraddice la volontà popolare, aumenta i rischi per le future generazioni e rallenta il percorso verso un sistema energetico realmente sostenibile.

Cons. Lucia Coppola – Alleanza Verdi e Sinistra

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