Di Luca Franceschi
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Nel territorio di Gorizia, soprattutto nei quartieri di Montesanto e nell’area nord della città che confina con la Slovenia, si registrano da anni problemi ricorrenti di odori sgradevoli e criticità ambientali riconducibili alle attività della fonderia Livarna Gorica. Lo stabilimento, che dipende al 100% dal Gruppo ZÜRN con sede a Monaco di Baviera, si trova in territorio sloveno a ridosso del confine italiano. Le segnalazioni dei cittadini riguardano fenomeni che hanno subito un aggravamento significativo nel corso del 2025 e del 2026.
La normativa dell’Unione europea prevede obblighi specifici per la prevenzione e la riduzione dell’inquinamento industriale, nonché l’adozione di misure idonee a contenere gli impatti sull’ambiente. La persistenza di questa situazione comporta rischi concreti per la qualità della vita delle persone, per il diritto alla salute e per la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Per affrontare la questione, la senatrice Francesca Tubetti, segretario della Commissione Finanze al Senato e presidente provinciale di Fratelli d’Italia a Gorizia, ha presentato un’interrogazione ai ministri Tajani e Pichetto Fratin. L’interrogazione chiede al Governo italiano quali iniziative diplomatiche, istituzionali e tecniche siano state avviate per risolvere il problema.
Nello specifico, l’interrogazione richiede di garantire un sistema affidabile e trasparente di controllo della qualità dell’aria e delle emissioni odorigene nell’area transfrontaliera compresa tra Gorizia e Nova Gorica. Chiede inoltre la condivisione completa dei dati ambientali e sanitari tra le autorità competenti italiane e slovene, l’implementazione delle migliori tecniche disponibili presso lo stabilimento interessato e l’adozione di adeguate misure di mitigazione. La richiesta include anche il coinvolgimento delle amministrazioni locali, degli organismi di controllo ambientale e della popolazione residente.
Tra le richieste figura anche la promozione, anche con il coinvolgimento della Commissione europea, di un tavolo permanente di coordinamento tecnico e istituzionale tra Italia e Slovenia. Tale tavolo avrebbe l’obiettivo di gestire le problematiche ambientali e sanitarie che interessano l’area transfrontaliera.
L’interrogazione chiede infine se il Governo italiano abbia formalmente avviato o intensificato i meccanismi di cooperazione previsti dalla normativa europea e internazionale relativa agli impatti ambientali transfrontalieri. Inoltre, viene chiesto se il Governo, nel caso in cui la situazione dovesse continuare a peggiorare, intenda presentare un reclamo alla Commissione europea affinché valuti la possibilità di avviare una procedura di infrazione nei confronti della Repubblica di Slovenia.
