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RAI * “ALÌ VS. FOREMAN – LA NOTTE DI KINSHASA” – 30/10() : «MUHAMMAD ALI CAMPIONE RITORNA, SPORT E DIRITTI CIVILI NEL CAPOLAVORO DI MINÀ» (VEDI-SEGUI DIRETTA VIDEO – LINK / RIVEDI STREAMING)

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08.50 - mercoledì 3 giugno 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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In occasione del decimo anniversario della scomparsa del grande Muhammad Ali (1942-2016), le Teche Rai rendono disponibile sulla piattaforma RaiPlay “Alì vs. Foreman – La notte di Kinshasa” (www.raiplay.it/programmi/alivsforeman-lanottedikinshasa), preziosa riproposizione dello storico reportage firmato da Gianni Minà nel 1974 per la rubrica di approfondimento “Stasera”.

Il documentario racconta uno degli eventi più iconici nella storia dello sport mondiale: il leggendario incontro di pugilato del 30 ottobre 1974 tra Muhammad Ali e George Foreman, disputato a Kinshasa, capitale dell’allora Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo.

Passato alla storia come “The Rumble in the Jungle”, il match rappresentò non solo un avvenimento sportivo senza precedenti, ma anche un evento mediatico e culturale di portata globale.

Davanti a un pubblico di oltre 60 mila persone e a centinaia di milioni di telespettatori in tutto il mondo, Ali riconquistò il titolo mondiale dei pesi massimi battendo il campione in carica Foreman all’ottavo round per KO tecnico.

La sfida entrò immediatamente nell’immaginario collettivo per la straordinaria strategia adottata da Ali, il celebre “rope-a-dope”, con cui riuscì a logorare il potente avversario prima dell’affondo decisivo.

Considerato uno dei più grandi atleti del XX secolo, Muhammad Ali — nato Cassius Clay — ha segnato la storia non soltanto per i suoi successi sul ring, ma anche per il suo impegno civile e politico.

Campione olimpico a Roma nel 1960 e tre volte campione del mondo dei pesi massimi, Ali divenne un simbolo della lotta per i diritti degli afroamericani, opponendosi alla guerra del Vietnam e difendendo con forza le proprie convinzioni religiose e sociali.

Grazie anche alla sua confidenza con il fuoriclasse, in Italia è stato proprio Gianni Minà a raccontare meglio di chiunque altro la straordinaria carriera di Ali e la sua personalità carismatica.

Anche in questo caso, il giornalista realizza per la Rai, con il suo stile empatico ma rigoroso, un servizio che restituisce il clima irripetibile di quella notte africana, non nascondendone, però, le contraddizioni, con domande come quelle sui miliardi spesi da un paese poverissimo quale era lo Zaire del presidente Mobutu per poter ospitare l’incontro.

“The Rumble in the Jungle” resta in effetti un evento eccezionale anche per i suoi risvolti simbolici, in quanto prima grande manifestazione sportiva interamente gestita e promossa da afroamericani e africani, che si trasformò indirettamente in una grandiosa festa della cultura, dell’orgoglio e dell’identità della diaspora nera.

La narrazione televisiva di Minà riesce a evocare proprio quest’emozionante intreccio di sport, politica e società, incarnato alla perfezione dalla gigantesca figura di Muhammad Ali.

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