Di Luca Franceschi
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Pierfrancesco Majorino, responsabile Diritto alla Casa nella segreteria nazionale del Partito Democratico, interviene criticamente sul Piano Casa promosso dal governo, evidenziando significative problematiche sia sul versante delle risorse che su quello della tutela degli interessi pubblici.
Secondo Majorino, il Piano Casa presenta una fragilità strutturale per quanto riguarda l’entità degli investimenti destinati al recupero delle abitazioni popolari rimaste vuote. Con i fondi attualmente stanziati, sarebbero necessari ben vent’anni per risolvere completamente il problema dello sfitto nel patrimonio pubblico, un orizzonte temporale che rivela l’insufficienza delle risorse impiegate.
Sul piano della tutela dell’interesse collettivo, la critica si fa ancora più severa. Majorino sottolinea come il Piano Casa rappresenti un contenitore nel quale sussiste il concreto rischio che possano annidarsi condoni e operazioni finalizzate alla dismissione del patrimonio pubblico, provocando effetti opposti a quelli che dovrebbero essere gli obiettivi di una vera politica abitativa.
L’osservazione di Majorino si basa sulla mobilitazione di diverse organizzazioni sociali e dell’azione dei parlamentari democratici, che stanno mettendo in luce le criticità di un provvedimento che, pur rivendicato dal governo come soluzione strutturale al problema abitativo, si rivela pericoloso per la gestione degli interessi privati che potrebbero trovare spazi di manovra all’interno dello strumento normativo.
