Di Luca Franceschi
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Riforme: Craxi (FI), per la sinistra modifica Costituzione è pericolo sistemico
“Il tema delle riforme costituzionali non dovrebbe essere affrontato come fosse una guerra di religione. In tutte le grandi democrazie occidentali il costituzionalismo vive di un equilibrio fra continuità e trasformazione. La Quinta Repubblica francese nacque da una revisione profonda dell’assetto precedente; la Germania ha modificato più volte la propria Legge fondamentale; gli Stati Uniti hanno costruito parte della loro evoluzione democratica attraverso gli emendamenti costituzionali.
Solo in Italia prospera l’idea che dietro ogni tentativo di modificare la Costituzione si celi un obiettivo inconfessabile, e dunque degno di essere guardato con sospetto”. Lo ha detto a Milano la presidente dei senatori di Forza Italia, Stefania Craxi, intervenendo, insieme a Beppe Sala, alla presentazione del libro di Antonio Polito “La Costituzione non è di sinistra”, edito dalla Silvio Berlusconi Editore.
“La sinistra italiana ha progressivamente trasferito sulla Carta del ’48 una funzione identitaria che un tempo apparteneva alle ideologie, con la conseguenza che essa si è trasformata, almeno nel discorso pubblico, da struttura della convivenza democratica a criterio della legittimità politica, arrivando a considerare ogni tentativo di riforma istituzionale alla stregua di un pericolo sistemico”, ha sottolineato Craxi, che poi ha aggiunto: “Un conto è guardare ai princìpi cardine della Repubblica, altro è ragionare e confrontarsi sugli assetti istituzionali attraverso cui quegli stessi princìpi vengono storicamente organizzati. La mancata distinzione fra i due piani produce inevitabilmente immobilismo”.
