Di Luca Franceschi
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Angelo Bonelli, deputato dell’Alleanza Verdi Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha criticato duramente la nuova legge elettorale proposta dal governo di destra, definendola “melonellum” in riferimento alla presidenza di Giorgia Meloni. Secondo Bonelli, il provvedimento risulterebbe incostituzionale poiché violerebbe due importanti sentenze della Corte costituzionale riguardanti le liste bloccate.
La principale criticità della legge riguarda la previsione di 70 deputati e 35 senatori scelti direttamente dai leader dei partiti. Bonelli sostiene che questa disposizione contrasta con il dettato costituzionale, il quale prevede che sia il Presidente della Repubblica a conferire l’incarico di governo, non un’investitura diretta mascherata all’interno della normativa elettorale. La Corte costituzionale aveva già dichiarato illegittime le liste bloccate troppo lunghe nella sentenza numero 1 del 2014 sul Porcellum, ritenendole un ostacolo al diritto degli elettori di scegliere i propri rappresentanti. Lo stesso principio è stato ribadito nel 2017 con la sentenza numero 35 sull’Italicum.
L’esponente di Europa Verde evidenzia come l’introduzione dell’indicazione del candidato presidente comporterebbe un’alterazione dei principi fondamentali della democrazia parlamentare italiana. Tale innovazione normativa dimentica che l’incarico di formare un governo spetta specificamente al Presidente della Repubblica, non ai partiti attraverso meccanismi elettorali.
Bonelli ritiene che questa legge rappresenti un tentativo della destra di rafforzare il potere dell’esecutivo a discapito dell’equilibrio istituzionale del Parlamento. Si tratta, a suo avviso, di una deriva pericolosa per gli equilibri costituzionali e per la rappresentanza democratica nel suo complesso. Europa Verde si impegna a opporsi con determinazione a quello che definisce un “blitz contro la Costituzione”, proprio come ha fatto in precedenza contro il referendum costituzionale sulla separazione delle carriere.
