(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Nell’anno del cinquantesimo anniversario del formidabile 1976 di Adriano Panatta, Rai Teche fa rivivere da venerdì 29 maggio su RaiPlay lo storico trionfo del campione romano agli Internazionali d’Italia.
Attraverso preziosi filmati in bianco e nero recuperati dagli archivi aziendali e raccolti nell’antologia “Foro Italico ’76 – Il trionfo di Panatta”, il Servizio Pubblico restituisce l’istante preciso in cui il tennis, in Italia, si tramuta in passione collettiva: un filo rosso ideale che unisce quell’entusiasmo all’eco globale delle odierne imprese di Jannik Sinner.
Le cronache dell’epoca riaccompagnano lo spettatore al Centrale del Foro Italico in quel viaggio indimenticabile che culmina il 30 maggio 1976.
Superato in semifinale l’australiano John Newcombe, il tennista romano si trova di fronte l’ultimo ostacolo per alzare la coppa: l’argentino Guillermo Vilas.
A immortalare quell’atto conclusivo sono Gianni Minà e Giampiero Galeazzi, capaci di unire lo scrupolo professionale a un talento innato nel raccontare lo sport.
Da un lato c’è lo sguardo ravvicinato di Minà che, nel celebre reportage nei corridoi del Centrale prima del quarto set, cattura la massima tensione emotiva del match: un frammento sospeso tra il silenzio del clan di Vilas e un Panatta totalmente concentrato, rassicurato dallo sguardo del mentore Mario Belardinelli.
Dall’altro spicca la narrazione viscerale di Galeazzi, la cui voce vibrante trasmette la passione degli spalti e la fatica epica di quegli scambi martellanti sulla terra rossa.
A quel trionfo Panatta risponde con una gioia misurata e priva di rivincite, sigillo di una definitiva maturità umana e professionale.
Il successo a Roma è l’innesco di un anno irripetibile: poche settimane dopo arriva la consacrazione al Roland Garros di Parigi e, a dicembre, il cerchio si chiude a Santiago del Cile con la storica conquista della prima Coppa Davis, insieme al capitano Nicola Pietrangeli e ai compagni Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli.
Celebrare oggi quel mezzo secolo di storia unisce l’orgoglio del presente alla memoria di allora.
Davanti ai successi di Sinner, il pensiero torna al bianco e nero del 1976: alle interviste ficcanti di Minà, al racconto travolgente di Galeazzi e alle “veroniche” di Adriano.
Un legame che unisce intere generazioni nella stessa, identica passione per il tennis.
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