(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
////
Ho consigliato a Confindustria di fare politica. Ma non coi partiti, con gli strumenti di democrazia diretta.
Giuseppe Cruciani mi ha regalato uno spinello in diretta. David Parenzo invece mi ha chiesto quante persone avevo fatto morire. Sono stato al gioco, ma ero andato lì, a Rapallo, per parlare di tutt’altro. E l’ho fatto! Poco ore prima, infatti, ho potuto consigliare ai giovani confindustriali di affidare le loro proposte non ai partiti, ma all’azione diretta degli imprenditori e di tutti i cittadini. Adesso vi racconto.

✦ “Demografia e democrazia” a Confindustria
L’occasione è stata l’Assemblea annuale dei Giovani di Confindustria del 5-6 giugno, alla quale ero stato invitato, con mia piacevole sorpresa, dalla Presidente Maria Anghileri, per dialogare sul tema “demografia e democrazia” con il rettore della Bocconi, Francesco Billari.
Una foto dal mio intervento all’assemblea annuale dei Giovani di Confindustria. Insieme a David Parenzo e Francesco Billari. © Confindustria
Sulla demografia, ho fatto notare che sono ormai decenni che i governi italiani buttano via miliardi per “bonus bebè” che non riescono a convincere nessuno a fare figli e contemporaneamente fanno il possibile per ostacolare la procreazione assistita e le nuove famiglie. Il compito dello Stato non dovrebbe essere quello di spingere la gente a fare più figli, né a farne di meno. Lo Stato dovrebbe limitarsi ad agevolare la libera e responsabile scelta individuale.
Sulla democrazia invece ho fatto una proposta.
Nella relazione introduttiva, la Presidente Anghileri aveva lanciato idee interessanti. A livello europeo, si è espressa con decisione per la difesa europea e per il mercato unico dell’energia. A livello italiano, ha proposto un salario competitivo per i giovani, una borsa dell’imprenditorialità e uno sportello digitale unico per le imprese. Sono idee valide. Il limite è nel metodo: se i giovani imprenditori si limiteranno ad affidarle ai partiti e ai loro leader, sperando nella propria influenza, resteranno probabilmente delusi.
La mia proposta è stata quella di attivare, proprio su quelle idee, gli strumenti di partecipazione popolare, uscendo finalmente dall’idea che democrazia sia sinonimo di elezioni. A livello continentale esiste lo strumento delle iniziative dei cittadini europei (le cosiddette ICE), ovvero un milione di firme in almeno 7 Paesi per attivare l’iniziativa legislativa della Commissione. A livello italiano invece esistono le leggi di iniziativa popolare, presentabili con 50.000 firme.
Lo so, sono strumenti molto deboli, che spesso non portano a nulla, ma questo è anche il risultato del fatto che sono utilizzati quasi esclusivamente da chi si batte per l’ambiente, i diritti degli animali o i diritti civili, mentre chi ha una significativa influenza economica preferisce puntare sul rapporto diretto con i politici, restando poi spesso deluso.
È arrivato il momento di cambiare questo schema. La democrazia partecipativa non è un esercizio marginale da lasciare ai marginali. Gli strumenti di azione diretta dei cittadini possono essere usati anche da chi svolge già un ruolo centrale nel sistema economico, ma non vuole rassegnarsi ad affidare le proprie speranze al benvolere del politico di turno.
Nella sua replica finale, la Presidente dei Giovani di Confindustria ha espresso attenzione alla mia proposta e gliene sono grato.
Poi, nel pomeriggio, il palco ha ospitato la “Zanzara-off” con Cruciani e Parenzo e lì, comprensibilmente, le domande su droghe ed eutanasia hanno catturato molto più interesse della mia proposta sulla democrazia diretta.
Nessun problema, penso che anche la libertà di fare ciò che si vuole della propria vita sia questione maledettamente seria.
Però chissà, magari un giorno, a furia di insistere, riusciremo a fare sì che persino la partecipazione democratica arrivi alla pancia della gente.
APPUNTI DI VISTA
+ La tecnologia può aiutare la democrazia, ma solo se lo si vuole
Il Parlamento europeo ha realizzato uno studio che analizza come strumenti digitali e intelligenza artificiale possano rafforzare la partecipazione civica nei processi decisionali dell’UE. Lo studio, proposto da noi di Eumans con l’europarlamentare Brando Benifei, individua le condizioni necessarie al successo, vantaggi e limiti degli strumenti digitali, e i rischi dell’IA applicata alla partecipazione. Ne abbiamo discusso a Bruxelles il 10/06.
(fonte: eunews.it)
+ Droghe: il pugno di ferro USA produce più morti
La direttrice esecutiva dell’Agenzia dell’Ue sulle droghe, Lorraine Nolan, ieri ha rivendicato un successo nelle politiche europee di prevenzione, trattamento e riduzione del danno. Nel 2024 sono stati registrati 7.600 decessi correlati alla droga. Negli Stati Uniti, si registrano 100.000 decessi all’anno per cause legate alla droga. “Se si confronta la popolazione europea con quella statunitense, si nota che in Europa stiamo facendo qualcosa di buono”, ha sottolineato Nolan.
(Il Mattinale europeo)
+ Crolla la fiducia negli USA, europei pronti a difendersi
La maggior parte degli europei non crede più di poter fare affidamento sulle garanzie di sicurezza americane, secondo un sondaggio dello European Council on Foreign Relations. Solo l’11% degli intervistati considera gli USA un alleato, in calo rispetto al 16% di sei mesi fa e al 22% del novembre 2024. Uno su quattro vede ormai l’America come un rivale o un avversario. La maggioranza si aspetta però che i legami transatlantici migliorino dopo la fine del mandato di Donald Trump. In tutti i paesi intervistati, la maggioranza dubita che gli USA li difenderebbero in caso di attacco, mentre la maggior parte si fida che lo farebbero altri paesi europei. Gli europei sostengono inoltre in misura crescente un aumento delle spese per la difesa, l’acquisto di armi prodotte in Europa e persino l’indebitamento comune per finanziare investimenti nella sicurezza.
(fonte: Politico)
+ Il mio nuovo video Youtube
“Legge e ordine”, “tolleranza zero”, “sicurezza”. Sono queste le parole d’ordine su cui l’attuale governo ha costruito gran parte del proprio consenso. Ma dietro la retorica populista e securitaria, cosa c’è di vero? I dati dicono che l’emergenza criminalità in Italia non esiste: i reati sono stabili e gli omicidi diminuiscono. Eppure, le nostre carceri stanno letteralmente esplodendo.
In questo video analizziamo il “fortino della repressione” costruito pezzo dopo pezzo — dal Decreto Rave al Decreto Caivano, fino ai Decreti Sicurezza — e l’impatto drammatico che queste politiche stanno avendo sul sistema penitenziario e sui diritti fondamentali dei cittadini.
Le tue riflessioni e le tue domande sono importanti. Puoi scrivermi a: [email protected]
Darò spazio ai tuoi dubbi, provocazioni e proposte nelle prossime uscite della newsletter. Ti chiedo di scrivere domande brevi e mettere nell’oggetto della mail “domanda per marco” così non me le perdo. Grazie
Ogni settimana, il sabato mattina, ti invierò in questa newsletter il mio commento a temi e notizie più significative, cercando di analizzarle al riparo dalle dinamiche tribali e dalla polarizzazione dei social.
Sarà un percorso di approfondimento sulle lotte che porto avanti ogni giorno con l’Associazione Luca Coscioni ed Eumans, per mostrare come il metodo della nonviolenza, del diritto e della partecipazione popolare possa ancora cambiare le cose concretamente.
